Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Il vero epurato, appunto

Pensate quello che volete sullo show anti-censura di Santoro della settimana scorsa, ma Daniele Luttazzi, il redivivo, solitario e iconoclasta Luttazzi, è un genio. Il suo quarto d’ora di satira nel guazzabuglio di figure antiberlusconiane di una serata il cui vero vincitore è l’italiano che s’informa sul web (è stata la più seguita diretta online in Italia), è stato uno scampolo di intelligenza allo stato puro. 

Intelligere: leggere in profondità. L’etimo chiarisce alla perfezione cosa può fare un artista molto meglio di un politico, un giornalista o un filosofo: farci capire l’essenza di una cosa. Nell’arte, attraverso il gioco delle metafore. Luttazzi ha spiattellato davanti al nostro senso critico la natura profonda della passività, complice e servile, dell’Italietta di regime con un’immagine icastica e immediata: provare piacere nel farsi sodomizzare. Con arguzia psicanalitica, l’esiliato dalla tv su editto del capo-azienda brianzolo ha reso col rito liberatorio della risata la femminea voglia del mediocre di essere usato, piegato, ingannato, danneggiato e trasformato in vacca da sfruttare. La voglia di essere vittime dell’egoismo altrui. 

Ma ha fatto altro e di meglio. Ha spazzato via l’ipocrisia sull’amore e su tutto quanto il viscidume del rispetto reciproco e, citando i classici latini e greci (quanto avremmo bisogno tutti di ripassarli!), ha elogiato il legittimo odio: “Odiare i mascalzoni è nobile, e chi lo fa rende giustizia agli onesti”. L’odio è un sentimento al pari dell’amore. È naturale e necessario. È inestirpabile, anzi utile se incanalato e governato. È indispensabile alla creatività perché dal conflitto nascono le urgenze emotive più forti. È sommamente etico perché, come ricorda Luttazzi, prorompe nell’animo di fronte a infamie e ignominie. L’odio è vita, se unito all’amore di sé e di ciò in cui si crede. L’odio può persino far ridere. Daniele, grazie di esistere. 

 

Alessio Mannino

 

Parte I e II dell’intervento di Daniele Luttazzi a “Rai per una notte”, giovedì 25 marzo, Paladozza, Bologna

Qui invece l'intervista a Luttazzi pubblicata su La Voce del Ribelle

 

Compagni contro

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