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Ah, se avessero invitato Massimo Fini...

Basta poco, in televisione, per far saltare il banco. Ecco perché il Presidente del Consiglio si affanna tanto per cercare di farle chiudere, trasmissioni di un certo tipo. Ecco, soprattutto, perché l'ingresso negli studi televisivi dove si realizzano e mandano in onda alcune trasmissioni sono blindati, o quasi, a chi potenzialmente è in grado di farlo saltare davvero, il banco. (Vedi Massimo Fini e il suo Cyrano, di alcuni anni addietro, dopo che con un contratto firmato e la prima puntata pronta per essere mandata in onda, arrivò il niet da Viale Mazzini e la trasmissione venne oscurata ancora prima di iniziare). 

Finché tutto si svolge all'interno di una griglia di interpretazioni possibili stabilite non ci sono problemi. Finte opposizioni, posizioni apparentemente speculari su ogni tema, e invece profondamente appartenenti allo stesso solco, un conduttore capace e un vignettista nel finale. Tutto liscio. Audience alto e pubblicità in ingresso e il gioco è fatto. 

Ma basta una opinione davvero diversa, non diciamo proprio del tutto fuori dagli schemi, ma certamente sul "limite del pensabile" - cioè sul limite di quello che si vuole sia pensabile - che iniziano a saltare i nervi. Che la trasmissione inizia, sul serio, a prendere la piega che dovrebbe avere, ovvero quella informativa.

Basta un Gino Strada e la sua domanda "chi sono i veri terroristi?" per far saltare i nervi a La Russa, per ridurre al silenzio, praticamente, Concita De Gregorio e Antonio Di Pietro, per tirare fuori tutta la crudezza del pensiero rozzo quanto ridicolo di Edward Luttwak, persino per far calare un velo d'ombra, televisivamente, sullo stesso Marco Travaglio che in tutte le altre puntate rappresenta invece il momento di massimo interesse della trasmissione di Santoro.

Parliamo di Annozero di ieri sera, ed è superfluo entrare nel merito dei temi, degli scontri avvenuti e delle polemiche che troverete oggi su tutti gli altri quotidiani. Il punto è stato la presenza, "obbligata" dai fatti recenti di Emergency, di Gino Strada, che molto semplicemente, con un linguaggio finalmente vicino alla comprensione di tutti, è riuscito a esprimere (pur limitandosi, considerato il momento delicato che vede ancora tre "suoi" italiani nelle mani non si sa bene di chi, per cosa e dove) una opinione impresentabile: cosa ci stiamo a fare lì? 

Beninteso, non siamo tra le schiere dei pacifisti senza sé e senza ma - che dal punto di vista prettamente politico esprimono una idea ridicola, quasi un capriccio da adolescente - ma, questo sì, siamo tra quelli ai quali manca il poter assistere a un dibattito serio, che in televisione non è mai stato fatto, sullo stato delle cose in Afghanistan. 

Il caso è esemplare, per dimostrare in modo inequivocabile come si possa - come si debba - poter affrontare qualsiasi tema. Come sia possibile, con sole due frasi che escono dal seminario del politicamente corretto e accettato, accendere un dibattito che sia degno di questo nome. Il caso è esemplare per capire, infine, il vero motivo per il quale in tutti - tutti - i talk show televisivi non vengano mai - mai - invitati giornalisti, intellettuali, studiosi e in senso lato persone che davvero possano presentare delle opinioni di un certo calibro. Che davvero possano far saltare il banco.  

Sarebbe utile alla comprensione di tutti per i vari fenomeni di attualità. Sarebbe controproducente, invece, per chi non è, di fatto, in grado di argomentare nei confronti di opinioni davvero degne di questo nome. Come ieri sera. Ed è il motivo per il quale, per una presenza di Gino Strada, di una opinione non conforme e sui limiti del "pensabile", avremo di contro altre centinaia di puntate con politicanti di bassa lega, soubrette e giornalisti embedded. Come di consueto. 

Ogni tanto, però, negli interstizi qualcosa si trova, come abbiamo visto. Per trovare il resto, larga parte del resto - ma lo sappiamo tutti - i mezzi di informazione da frequentare sono invece altri.

 

Valerio Lo Monaco

L’imputato è sereno. Noi nemmeno un po’

Prima Pagina 15 aprile 2010