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Come faremo a far quadrare i conti?

I lettori de Il Ribelle perdoneranno, ma questa volta dobbiamo lanciare un allarme che ci tocca da vicino: una norma recentissima sospenderebbe le agevolazioni per le spedizioni di quotidiani e periodici in merito alle tariffe postali. 

Come tutti sanno, per scelta nostra e di Massimo Fini, La Voce del Ribelle non ha mai neanche tentato di richiedere dei contributi pubblici per l'editoria (così come non accetta pubblicità che non sia di carattere culturale). I motivi sono noti e, crediamo, condivisi. Tutti i conti relativi ai costi vivi di quello che facciamo quotidianamente e mensilmente da un paio di anni a questa parte, vengono onorati esclusivamente grazie agli abbonamenti - ma sarebbe meglio dire al contributo - dei lettori. 

Le uniche agevolazioni che abbiamo, e non per diretta richiesta ma in quanto previste dalla legge, riguardano l'editoria nel suo complesso e sono specificatamente relative alle tariffe telefoniche e alle spedizioni postali. In questi due ambiti, insomma, spendiamo meno del dovuto. Si tratta di piccola cosa, beninteso, e riguarda l'uso del telefono che ovviamente usano i redattori e i collaboratori del giornale e il costo di ogni singola copia cartacea inviata via posta. Ma piccola cosa, in un progetto che si regge, per forza di cose, su piccoli numeri e disponibilità economiche (che si devono pur onorare) vuol dire molto, per noi.

Quello che ci riguarda e per il quale lanciamo l'allarme è il secondo aspetto: tariffe postali. Tale agevolazione viene immediatamente a mancare. E anche a livello retroattivo, ovvero per tutti gli abbonamenti in corso che non sono ovviamente (e giustamente) ri-negoziabili. 

Ora, al di là del fatto che - problema comune a tutti i quotidiani e i periodici - il servizio postale nel nostro Paese è un disastro, in ogni caso, per una realtà come questa, che non ha fini di lucro né è sostenuta da alcuna grande azienda o partito, anche il contributo per le spedizioni delle copie cartacee del mensile serviva a far quadrare i conti dell'intero progetto.

Ora questo è sospeso. Il prezzo di spedizione di ogni singola copia cartacea, pertanto, sarà praticamente quadruplicato. 

Pensate che anche le spedizioni di libri, a plico, pare non costeranno meno di 10 euro. 

Il che implica innanzitutto non poter spedire piccole quantità di libri, come facciamo comunemente grazie all'esperimento (che fino a ora ha funzionato) della Biblioteca Ribelle, in secondo luogo dover rivedere del tutto il nostro flusso di spese per poter spedire la rivista in edizione cartacea agli abbonati. Cosa verso la quale siamo costretti a prendere le misure, in qualche modo, nei prossimi imminenti giorni. 

Il che va inserito in un contesto di ragionamento più ampio, e che ci riguarda da vicino, dove abbiamo dei dati relativi a chi usufruisce e partecipa al Ribelle sul Web - dati in grande crescita - rispetto a chi preferisce la rivista in edizione cartacea, dove i numeri sono grossomodo sempre gli stessi (e inferiori, di molto, rispetto a quelli del web). 

L'allarme generale, invece, riguarda le scelte del nostro governo, naturalmente, che andando a tagliare su un dato del genere, ovviamente tende a mettere in difficoltà - come ti sbagli? - soprattutto i piccoli e piccolissimi editori, che sono gli unici, converrete, che ancora si sforzano di fare cultura e informazione al di fuori dell'appiattimento generale al quale si sono invece adeguati quelli che pubblicano per la massa, per i grandi numeri.

Al momento in cui scriviamo, davvero, non sappiamo come uscirne.

In ogni caso terremo tutti aggiornati.

 

Valerio Lo Monaco

 

 

Ecco il link della Fieg Federazione Italiana Editori di Giornali, in merito.

 

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Secondo i quotidiani del 02/04/2010