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Che bel "pacco regalo" per i nostri figli

Ora - solo ora - si parla di crisi sistemica. Ma attenzione, non lo si fa con i criteri con i quali (tra pochi altri) lo abbiamo fatto noi su queste pagine, quanto per iniziare una ondata di chiusure e cappi al collo nei confronti di tutti i paesi Ue.

Il punto da capire, fondamentale, è che questa "crisi sistemica" non verrà utilizzata per cambiare sistema, ma semplicemente per tentare di correggerlo - a spese nostre, of course - con la conseguenza fatale che, non cambiando obiettivo e criteri di fondo, pur dissanguando i popoli, non si farà altro che spostare in là il momento del crollo.

Lo ha scritto Zamboni giorni addietro proprio su queste pagine, e i lettori del Ribelle è argomento che conoscono già da tempo. Ieri sera, a Ballarò, in merito si brancolava nel buio, tra politici incapaci ed economisti in servizio permanente effettivo. Per non parlare di Mario Monti, a La7, ospite di Lilli Gruber e Stefano Folli.

Quelli che i media di massa si sforzano di far passare come "aiuti" e "salvataggi" dell'Euro, peraltro, hanno sortito l'unico effetto di calmare le Borse, e neanche tanto, visto che ieri c'è stata una nuova discesa. Forse - e sottolineiamo forse - hanno bloccato il crollo verticale di tutta la baracca. Per un po'. Questo il punto. Perché se è vero - e lo è - che gli attacchi speculativi degli ultimi giorni avevano fatto suonare le campane a morto per l'Euro (e per il sistema intero?) e vero altresì che l'unica, geniale, diabolica e scontata soluzione trovata dai parrucconi di Bruxelles è stata quella che qualunque poveraccio avrebbe fatto in un momento del genere, se avesse potuto: accendere un nuovo mutuo per pagare i buchi di quello in corso impossibilitato a pagare.

L'aggravante non è solo il fatto che una politica del genere, fallimentare in sé, come capirebbe chiunque, è destinata a non sortire alcun effetto, quanto il fatto che ciò che si sta prospettando non è altro che uno spostamento in là - nei confronti di altri governi, di altre persone - di una catastrofe di cui i responsabili attuali non vogliono pagare il conto.

Tutti a parlare di responsabilità dell'Unione Europea, di capacità decisionale, di grande intervento, per una mossa che è invece di una semplicità disarmante e che si può tradurre con "intanto facciamo debiti e salviamo il tutto, chi vivrà (chi vivrà?) vedrà". Ovvero, "cazzi loro". Nostri e di chi ci sarà dopo i noi, per la precisione.

Salvare la Grecia, salvare l'Euro, salvare tutto il circo, con il meccanismo che è stato messo in atto, è in pratica una cambiale firmata dai padri per i figli. Per i figli dei figli. Per i figli dei figli dei figli. C'è un punto ulteriore e fondamentale da capire: se tutto fosse fallito e crollato ora, i responsabili saremmo noi (noi nel senso della generazione attuale, che pure a questo sistema in larga parte ha contribuito, che pure in Europa ha mandato tali persone, che pure ha accettato di entrare nell'euro, che pure ha creduto e crede a economisti, show man e politici, che per anni di hanno raccontato la favoletta sbagliata e buona parte di noi se la è bevuta). Avremmo, insomma, rotto noi stessi il vaso fatiscente che avevamo costruito. Ci saremmo di fatto assunti le nostre responsabilità.

In questo modo, invece, la generazione attuale si è coperta con una foglia di fico, anzi, con carta filigranata stampata come in tipografia. E il conto finirà tutto sulle spalle di chi ancora non è entrato nel mondo del lavoro, dei ventenni che sono dentro le università, dei trentenni e quarantenni che sono dentro al mondo del precariato. Di tutti quelli che sono ancora nelle pance o nei desideri delle loro mamme. 

Gran bel lavoro. Gran bel regalo, da parte dei nonni Draghi, Ciampi, Prodi (per rimanere da noi) da parte di tutti i politici incapaci in circolazione, da parte di tutti gli economisti, i giornalisti, i conduttori televisivi, gli intellettuali embedded. Da parte di tutti quelli che ci hanno venduto e continuano a vendere una menzogna assurda. Da parte di tutti quelli che se la bevono. Da parte di tutti quelli che non fanno nulla, neanche nel loro piccolo, per cercare almeno di comunicare a quanti più possibile il reale stato delle cose.

Valerio Lo Monaco

Alpini in servizio permanente effettivo (di rievocazioni)

Un problema di nome Monica