Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Auto blu in Italia: 630.000. Quasi tutte fuorilegge. Avvertite Brunetta

Il ministro Brunetta non legge i giornali, non utilizza internet e nemmeno si ferma a fare due chiacchiere al bar. È evidente. Non si capisce altrimenti come mai non sappia quante auto blu ci sono in questo Paese. 

L'11 maggio ha emanato una direttiva per censire "l'uso, le dotazioni e il parco veicolare nella Pubblica Amministrazione". Ma bisognerebbe dire a Brunetta che non c'è bisogno di una direttiva del genere, che significa ore di lavoro e carta sprecati negli uffici pubblici - tutte cose alle quali di solito sembra tenere molto.  Non avendo i potenti mezzi della pubblica amministrazione, e dunque obbligati a fare delle semplici ricerche, si può comunque dire che le auto blu in Italia sono così tante da rasentare il ridicolo. 

Solo nei primi tre mesi del 2010 il numero delle vetture di rappresentanza è salito dello 0,6%, toccando le 629.120 unità. Lo dicono le prime proiezioni del KRLS Network of Business Ethics di una rilevazione effettuata per l'Associazione Contribuenti italiani la quale, assieme allo Sportello del Contribuente, monitora il parco auto blu della pubblica amministrazione. Inoltre, nonostante la legge che ne limiterebbe l'uso ai soli Ministri, Sottosegretari e alcuni Direttori generali risalga a ben 19 anni fa, tutt'oggi a usufruire delle "vetture di rappresentanza" sono lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni, le Municipalità, le Asl, le Comunità montane, gli Enti pubblici e le Società a partecipazione pubblica. Dunque, tutti fuorilegge.

Se si vanno a confrontare i numeri con quelli degli altri Paesi la situazione, già grave, si fa inquietante. Il secondo Paese al mondo a fare maggior uso di auto blu sono gli USA. Ma sono a quota 72000: l'Italia, di trenta volte più piccola degli Stati Uniti, utilizza otto volte il numero delle vetture di Stato che si utilizzano oltreoceano. 

La mania dell'auto blu è quindi tutta italiana e ha numeri tali da far danno al bilancio statale. Inoltre il fatto che il numero delle vetture utilizzate da qualsiasi altro Paese europeo* sia non solo in decrescita ma almeno 10 volte inferiore a quello Italiano rende palese che buona parte di queste siano presumibilmente superflue.

Infine la polemica sulle auto blu non è una novità. Ogni tanto - l'ultima volta era l'agosto scorso - i dati sulle vetture di rappresentanza salgono all'onore delle cronache e creano un po' di maretta nell'opinione pubblica. Per qualche giorno si sente parlare di "spreco" o "inaccettabilità" della situazione poi, inevitabilmente e puntualmente, i giornali cambiano discorso, i soliti privilegiati possono tirare un sospiro di sollievo, e il parco auto blu rimanere intonso - anzi continua ad aumentare indisturbato. Questa volta però gli uffici pubblici hanno quasi finito la carta, le scuole hanno tagliato il personale docente e la benzina delle forze di polizia è stata razionata. Chissà dove la "casta" riesce ancora a trovare i soldi per le auto blu.

Sara Santolini

 

*seguono la Francia (61000 vetture), il Regno Unito (55000), la Germania (54000), la Turchia (51000), la Spagna (42000), il Giappone (30000), la Grecia (29000) e il Portogallo (22000).

Facce da Blair. Ovvero il bipolarismo moscio e inutile

Prima pagina 12 maggio 2010