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Moschea a Ground Zero?

Al 45 Park Place, a duecento metri da "Ground Zero", quando ancora non veniva chiamato così, c'era un edificio di 13 piani. Si trattava dei magazzini della "Burlington Coat Factory", dove si compravano vestiti, giacconi e scarpe a basso prezzo. Quando, l'11 settembre 2001, crollarono le Twin Towers, l'edificio ne restò così danneggiato che la "Burlington Coat Factory" decise di abbandonarlo. 

Da qualche mese in quello stesso edificio parte della comunità islamica di New York si riunisce per la preghiera del venerdì, senza alcun rumore. Ma c'è in progetto di trasformare quello stesso edificio in qualcosa di molto diverso: una "Cordoba House", un centro culturale islamico. Il complesso prevederebbe una moschea, una piscina, un teatro e un centro sportivo. Dunque non si tratta della semplice costruzione di una moschea, ma di un'ampia iniziativa che, nelle intenzioni dei suoi fautori, dovrebbe avvicinare il mondo musulmano a quello "americano" - tant'è vero che l'Imam responsabile del progetto, Feisal Abdul Rauf, ha dichiarato che il centro culturale islamico aprirà le porte a chiunque voglia usufruirne, che professi la religione musulmana o no. Il centro dovrebbe mostrare a New York l'Islam moderato e pacifico, ben lontano dal (sedicente) fanatismo religioso legato all'attacco terroristico del Trade Center (così, secondo gli americani) e a riutilizzare - grazie a uno stanziamento di ben 100 milioni di dollari - un edifico abbandonato a se stesso, rivitalizzando la zona.  

L'iniziativa - che niente ha a che vedere con una fantomatica "moschea del perdono"1 - parte dalla "Cordoba Initiative" (CI), un'organizzazione nata appositamente per promuovere l'interazione tra mondo musulmano e quello che sembra essere la sua controparte, l'Occidente. Il fine ultimo sarebbe, entro il prossimo decennio, di "ritrovare la perduta atmosfera di rispetto e tolleranza interreligiosa"2 che musulmani, cristiani e ebrei respiravano ottocento anni fa. La "Cordoba House" in questione sarebbe il centro del progetto e per questo, oltre al luogo di culto, si prevede ci sia il centro sportivo artistico e culturale e che si organizzino corsi, conferenze, mostre. 

Comunque, come era da aspettarsi, le reazioni alla notizia che la circoscrizione di Lower Manhattan, dove si trova l'edificio, abbia dato la sua approvazione per l'ampliamento della moschea e la costruzione del centro, sono state piuttosto dure. Esiste un sito dedicato alla questione, dal titolo "No Mosques al Ground Zero"3, che paragona l'iniziativa, considerata una provocazione di cattivo gusto, a voler costruire un centro culturale germanico nei dintorni di Auschwitz. 

Vedremo, in ogni caso, a lavori finiti (semmai lo saranno).

Cordoba è stata per secoli il simbolo della tolleranza, la convivenza e il prolifico incontro di tre culture: cristiana, ebrea e musulmana. Chissà che proprio dalle ceneri di Ground Zero non possa rinascere qualcosa di così antico da risultare nuovo di zecca.

Sara Santolini

 

1 probabilmente si tratta di un invenzione dell'ANSA - http://www.ansa.it/web/notizie/collection/rubriche/mondo/2010/05/07/visualizza_new.html_1790218410.html

2 http://www.cordobainitiative.org/

3 http://nomosquesatgroundzero.wordpress.com/


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Prima Pagina 17 maggio 2010