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Guerre stellari, Armageddon e altre cosette

"La Russia salverà il mondo", ma non si tratta di previsioni geopolitiche, parliamo di guerre stellari. E nonostante ciò non si tratta nemmeno di fantascienza, anche se la fantascienza al tema ha attinto parecchio con film tipo Meteor, Armageddon e Deep Impact: il meteorite che mette a rischio l’umanità piace al pubblico.

Forse piace meno al pubblico se le cose non si svolgono al cinema e l’eventualità che ciò accada non è poi così remota.  Non sono, però, i Maya a dircelo, infatti la fine non è prevista per il 2012 ma ipotizzata per il 2036, e a farlo sono fonti astronomiche più che serie: l’asteroide Apophis, il “distruttore” dal nome di un Dio egizio, potrebbe intersecare la nostra orbita e anche impattare con esiti devastanti.

Ipotesi remota certo, ma parliamo di un impatto che avrebbe una capacità di devastazione 65mila volte la bomba di Hiroshima. La cosa ci stupirebbe con effetti speciali anche il giorno dopo, dove non uscirebbero molte recensioni, neppure quelle “ribelli”. Questa volta però non si sono mosse le major di Hollywood, ma la Russia di Putin che, forse perché già colpita nel 1908, nella zona disabitata di Tunguska in Siberia, da un grosso meteorite, si è dimostrata più sensibile all’ipotesi Apocalisse.

Che non sia poi così vero che una civiltà tecnologica sia più vulnerabile di quelle primitive? Certo l’impatto sconvolgerebbe il vivere quotidiano che diamo per scontato, infatti abbiamo già fatto tragedie per qualche disagio nei voli, ampliato dall’abilità a sfruttare il viaggiatore delle compagnie aeree, ma la nostra civiltà è sopravvissuta alla nube. Certamente si parla di una “piccola” eruzione, un “supervulcano”: un evento Pliniano che potrebbe veramente sconvolgere il mondo per come lo conosciamo, ma la tecnologia potrebbe sempre venirci in aiuto. Così pare.

Una soluzione, valida nel caso di impatto devastante, è quella di evitare l’impatto stesso, cosa che potrebbe essere alla nostra portata se tecnologia e risorse venissero indirizzate nel senso giusto, seguendo quindi logiche non di mercato, umanitarie potremmo quasi definirle, e in questo forse la Russia è più indicata degli USA, troppo legati alle logiche di profitto.

“Tifare per il vulcano” ha un suo senso, ma è quello di riportarci coi piedi per terra, di farci ricordare che siamo ancora vulnerabili di fronte alla Natura, che il domani non è poi così scontato: certo il sole sorgerà di nuovo, ma ci saremo ancora a vedere l’alba? Proprio questo “tifare per il vulcano” oggi può permetterci domani di tifare, con possibilità di vittoria, contro l’asteroide. La tecnologia e lo sviluppo economico per come sono orientati non paiono certo al servizio dell’uomo, ma possono esserlo, a patto di uscire da mere logiche mercantilistiche, riuscendo magari ad allungarne la permanenza su questa terra, insieme anche ad un buon numero di specie animali. 

Agli irriducibili integralisti che tiferebbero comunque per l’asteroide, nella speranza che spazzi via l’immondo animale uomo, vogliamo ricordare che anche lui è un uomo, e se questo non basta, se la vita degli uomini non lo interessa, gli ricordiamo che l’asteroide spazzerebbe via molta vita animale cui tiene di più: magari questo potrebbe convincerlo a tifare per una tecnologia messa al servizio del pianeta, umanità compresa. 

Ferdinando Menconi

 

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