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Corruzione legalizzata: un bel Ddl e passa la paura

L’eterno piagnisteo sulla corruzione è ormai una costante del nostro paese. Brutta, bruttissima cosa, s’intende. Ma, come tutti i luoghi comuni, ce ne siamo riempite le tasche. Quest’Italia di furbetti del quartierino corrompe e si fa corrompere perché atavicamente priva di nerbo civico, di senso morale, di educazione politica. La mercificazione economicista (tutto ha un prezzo, niente ha valore) ha poi fatto il resto. 

E se la legalizzassimo, questa maledetta corruzione? Pensateci: se invece di ingrossarci il fegato a denunciare le collusioni fra politica ed economia, con la loro scia di mazzette e favori e quella disgustosa zona franca di rapporti privati sul labile confine dell’illecito - se facessimo una prova e democratizzassimo l’ungere tangentizio? Prima di esportare la democrazia a paesi che ne farebbero volentieri a meno, importiamola qui, a tutti i livelli. Anche nel giro delle tangenti. Perché solo politici scaltri e imprenditori senza scrupoli devono giocare al corrotto e al concussore? Ennò, tutti devono potarlo fare! Anche la portinaia, il postino e il salumiere all’angolo. Non è mica giusto che solo lorsignori si strafoghino di denaro pubblico o di regalìe private in cambio di appalti e affari. Mangino pure, i magnoni dei partiti e gli amici degli amici. Ma allora vogliamo farlo pure noi, noi sempliciotti, noi cittadini comuni. Estendiamo la regola di “Mister 5%”, alias Gianni De Michelis (fu l’ex ministro degli esteri a spiegare che negli anni ’80 tale percentuale doveva andare al partito), e applichiamo una tariffa per ogni transazione interpersonale, di qualsiasi tipo. Vuoi che si faccia un lavoro nel tuo condominio? Paghi la mazzetta all’amministratore (o chiami l’Anemone locale). Vuoi che l’edicolante ti tenga i tuoi fumetti preferiti? Sgancia la mancia. Devi farti protocollare un esposto giudiziario? Tira fuori il contante. Hai bisogno di un rimborso dal fisco? Fuori l’obolo. Passare un qualunque esame? Passa una busta alla commissione. Far rispettare un regolamento? Aprire il portafoglio, prego. 

Di questo passo anche il minimo favore verrà contabilizzato, nulla resterà all’arbitrio dei favori né tanto meno alla stupida rigidità delle leggi. In ogni dove si udrà l’appetitoso frusciar di banconote, e il giro di denaro aumenterà vertiginosamente, facendo godere come conigli i fautori della crescita a tutti i costi. A quel punto, però, le casse statali si prosciugheranno, la massiccia profusione di soldi pubblici all’imprenditoria verrà ridotta ai minimi termini, e giungerà il momento in cui saranno i tangentari di oggi a voler ripristinare il divieto di tangenti. E tutto tornerà come prima, in un eterno ritorno dell’identico problema: fregare gli altri, ma beninteso restando in pochi a farlo. 

Alessio Mannino

 

Prima pagina 24 maggio 2010

Ddl intercettazioni. Si decide in queste ore sulla legge vergogna