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Birra all'olio di ricino

Birra all’olio di ricino, ma non è una nuova Peroni dalle dubbie possibilità di successo: è uno dei pochi commenti seri sull’ultima sterile polemica italiana nata dal fascio littorio presente, a fianco dello stemma sabaudo, sulla serie di bottiglie speciali per il mondiale di calcio prossimo venturo. Il grave delitto della Peroni, per cui molti hanno invocato il boicottaggio, è di aver messo lo stemma della nazionale del 38, con tanto di regolare fascio, sotto l’immagine della nazionale che vinse i mondiali di Francia del 38. Operazione commerciale come tante, questa della Peroni in vista del mondiale, l’aveva già fatta quattro anni fa e invece, adesso, si è innescata una tanto rumorosa  quanto inutile polemica.

I militanti dell’antifascismo isterico si sono immediatamente scatenati inondando il web di messaggi sdegnati e invocando denunce per apologia, solo qualche commento “serio” tipo, appunto, quello che ipotizzava l’aggiunta di olio di ricino in quella bottiglia o che in America Latina sarà commercializzata come Birra Peròn, i più, però, sono partiti in vaneggiamenti il più interessante dei quali è che alla Peroni non conoscono la storia, quando invece è esattamente il contrario: quello fu storicamente il logo della nazionale di Pozzo. 

Piaccia o no fu con quel logo che l’Italia vinse nel 38 bissando il successo del 34 quando il fascismo era all’apice del consenso, perché la massa degli italiani prima di scoprirsi antifascista, in genere il 26 aprile, fu fascista eccome. La storia ci ha consegnato quel logo così come la storia ha decretato la fine del fascismo. Si rassegnino i militanti dell’antifascismo isterico: quel nemico non esiste più e dovrebbero scegliersene altri più attuali anche se, per questo, più difficili da combattere. Certo si vince facile contro chi ha già perso. Inutile, per giustificarsi, sbandierare pericoli di fascismi sotto altre vesti: non sono “fascismi” i nuovi pericoli alla libertà, questi vengono da fenomeni che hanno nomi propri e che sono ben raramente riconducibili al fascismo.

Il fascismo fu una dittatura ma non tutte le dittature sono “fascismi” e ben poche sono riconducibili a quella formula soprattutto oggi visto che il fascismo un po’ di politica sociale, anche se meno di quella promessa e propagandata, la prevedeva. I pericoli futuri non ne fanno, anzi tendono a smantellarla e rischiano quindi di essere ben più pericolosi del fascismo staraciano. Proprio perché più pericolosi, però, meglio prendersela con una bottiglia di birra che riproduce un’immagine di storia così com’è stata anziché scagliarsi contro i pericoli presenti e futuri: è più semplice, meno rischioso e, soprattutto, non prevede l’attivazione del pensiero critico individuale.

Se si vuole per forza boicottare qualche prodotto, prima di arrivare alla Peroni la lista sarebbe lunga. È più attuale cominciare con i prodotti Agrexco, scomparsi dagli scaffali di Coop e Nordiconad perché non riportano in etichetta di essere originari dei territori palestinesi occupati. Quella della colonizzazione di Israele dei territori palestinesi è un esempio di tirannide contemporanea che di fascismo non ha nulla e che merita di essere combattuta più del perdere tempo con una bottiglia di birra. Combattere i fantasmi è eroico solo nei film: nella realtà sono più pericolose le persone reali e quelle giuridiche.

Consegniamo il calcio del 38 alla storia dello sport e alla Storia l’Italia del ventennio: sono eventi passati che non torneranno, giudichiamoli come ci pare ma alziamo steccati sulle interpretazioni del passato, alziamo piuttosto barricate sulle diverse interpretazioni del presente. Non è una bottiglia di birra a doverci far indignare, sono altre le battaglie da condurre, molto più difficili e impegnative che continuare a impiccare un uomo morto: meditate gente, meditate.

Ferdinando Menconi

Secondo i quotidiani del 25/05/2010

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