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"Per il bene dell'Europa?" Ma per favore...

Possibile sperare nella lungimiranza e nella correttezza delle decisioni prese dai commissari europei? Meglio, possibile pensare che le misure prese e imposte agli Stati membri siano fatte veramente nel solco del bene comune ai popoli d'Europa?

Non molto, a dire il vero. E non solo per gli ovvi motivi che verifichiamo e spieghiamo spesso - venendo tacciati di complottismo non meglio specificato - quanto anche per un altro particolare interessante. Che naturalmente era prevedibile, e che però difficilmente poteva arrivare, come notizia, all'attenzione di massa. Figuriamoci a indurre qualche riflessione.

Ora è Transparency International a divulgarla: la grande maggioranza degli ex commissari europei, una volta finito il mandato, vengono assunti dalle multinazionali. E ancora più nello specifico, vengono assunti in posizioni di prestigio, proprio in compagnie private - attenzione: private - che sono legate al portafoglio di cui tali personaggi erano precedentemente titolari a Bruxelles.

Il punto è - o dovrebbe - essere chiaro. Se io siedo a Bruxelles e opero, di fatto, su un portafoglio di una compagnia privata, posso poi, senza guardarmi allo specchio e sputarmi in un occhio, nel momento in cui il mio incarico istituzionale finisce, accettare (...) una proposta di lavoro per l'azienda privata di cui, di fatto, ho curato gli interessi in sede pubblica? 

Potrei far venire in mente a qualcuno, per esempio, che a Bruxelles non facevo il bene dell'Europa e dei cittadini ma quello dell'azienda che in seguito mi ha offerto un lavoro con compenso a molti zeri? Potrebbe venire in mente a qualcuno che forse, in luogo di rappresentante dei cittadini, a Bruxelles ho fatto gli interessi di quell'azienda con il quale (evidentemente) avevo un certo accordo?

Parliamo insomma del "codice di condotta per i commissari europei". Che è tutto fuorché chiaro. E che molto dice, tranne che sui punti essenziali. Come quello che abbiamo appena descritto.

Ora, già è evidente che la fiducia dei cittadini Ue nelle istituzioni europee sia molto a rischio, ma insomma, quanto ci vuole a capire, una volta per tutte e definitivamente, che l'Europa che hanno costruito e ci hanno imposto - e che pretendono che salviamo con dei sacrifici draconiani - è in sostanza il feudo delle multinazionali? E infine - si scelga la risposta che si preferisce - potranno mai arrivare, a livello europeo, delle decisioni (vedi le misure imposte agli Stati) che facciano gli interessi dei cittadini di tali Stati?

Valerio Lo Monaco

Milano e racket case popolari. Un affarone

Prima pagina 24 maggio 2010