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Metropolitane e autobus "blu"

E lasciamoci andare anche noi per una volta a un po’ di sano populismo, che poi è il termine usato per svilire soluzioni pragmatiche ed efficaci solo perché non fanno ricorso ai massimi sistemi che, di solito, anziché soluzioni generano problemi.

Talvolta basta poco: una bella soluzione populista, che nel caso di specie non può neppure essere tacciata di elettoralismo, ma semplice e decisa, può risolvere uno spreco ingiustificato come le “auto blu”. La lezione viene dall’Inghilterra, nonostante di solito non sia buona maestra, dove il Premier uscente che, si badi bene, è scozzese e non inglese, ha deciso di abolire le “auto blu” per ministri e sottosegretari che, da adesso in poi, dovranno prendere autobus o treno, rigorosamente in seconda classe.

Certo un bello scherzetto al Gabinetto Glamour Cameron-Clegg. Brown poteva forse farlo prima e mandare a piedi i suoi di ministri però questo taglio draconiano, molto “Scozzese”, è una misura che ameremmo molto vedere adotta anche da noi dove invece si è tentato di dare una doppia patente agli autisti “blu”.

Qui, invece, il Ministro Brunetta si scervella su come ridurre queste auto dello spreco, mirabilmente sbeffeggiato da Crozza con la sua satira mai sopra le righe ma tagliente come un rasoio e che non risparmia nessuno, forse quanto di meglio ci sia in Italia adesso. Basta poco, d’accordo è una soluzione che può piacere al genovese Crozza e non al veneziano Brunetta, in fondo la sua Repubblica marinara condivide la “propensione al risparmio” degli scozzesi e lo stesso non si può dire della Serenissima.

Certo mandare a piedi Brunetta sarebbe crudele ma altri potrebbero ben farlo. D’accordo Brown, con i suoi quasi 60 anni, è un giovinotto comparato alla nostra gerontocrazia ma d’altra parte nessun pensionato comune ha l’auto blu e forse la pensione potrebbe essere una soluzione per avere finalmente un po’ di ricambio, non solo al Governo.

Una lezione di stile e, bisogna ammetterlo, lo stile non manca agli inglesi specie se sono scozzesi tipo David Niven o Sean Connery e siamo certi saprebbero mantenerlo anche in seconda classe. Stile che è cosa diversa dall’arroganza quale quella di Oscar Luigi che fece bloccare il Club Eurostar tutto per sé facendo seguire una vergognosa scena con Staffelli e adesso pretenderebbe pure di darci lezioni, l’Emerito.

A difesa dei nostri politici va però detto che nelle nostre seconde classi è ben difficile mantenere la dignità, figuriamoci poi se è un treno di pendolari: ne andrebbe del decoro delle Istituzioni, di quello dei cittadini umiliati ogni giorno, invece, chissenefrega. Costretti a viaggiare nei nostri carri bestiame, a vedere ogni giorno le carenze del servizio di trasporto pubblico, forse gli eletti si potrebbero decidere a fare qualcosa, certo non potrebbero optare, a loro spese, per l’auto privata, cui sono costretti tanti italiani, con danno alle loro tasche e all’ambiente: i loro appannaggi non consentono certo di acquistare o mantenere un auto, anche se qualche samaritano potrebbe comprarla loro insaputa per non ferirne l’orgoglio con questo atto di carità.

In fondo da questa piccola populistica soluzione potrebbe esserci una ricaduta importante, ma non illudiamoci: anche se Brown è ora disoccupato non sarà qui che troverà un impiego, anche se questa sarebbe veramente la volta che un immigrato porterebbe un sostanziale sostegno alla nostra economia. 

Ferdinando Menconi


 

Prima pagina 26 maggio 2010

Secondo i quotidiani del 26/05/2010