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Crolla Borsa ed Euro. Malgrado gli "aiuti"

I mercati dunque non credono che il piano di salvataggio promosso dalla Ue e dall'Fmi, unitamente allo stritolamento del popolo ellenico - e alle spese sostenute dagli stati che stanno prestando denaro - possa salvare la Grecia.

Impossibile dargli torto, in questo caso, in considerazione che un semplice conto matematico, e un banale esercizio di logica spiccia, porta incontrovertibilmente a queste due conclusioni. La prima: malgrado questa somma ingente di denaro, la Grecia non sarà in grado di salvare i propri conti pubblici attuali. La seconda, che completa la prima: i cittadini greci, visti i tagli che stanno subendo e che pagheranno per decenni, non sono nella condizione di far riprendere l'economia locale come sarebbe necessario per poter almeno provare a pagare gli interessi che i finti aiuti ricevuti (al 5%) impongono loro.

A ulteriore preoccupazione, la possibilità di contagio, che a questo punto non solo è probabile, ma è anche decisamente in corso. Per i Paesi già coinvolti, ovvero Portogallo e Spagna, che presto dovranno a loro volta richiedere "aiuti", per quelli che presto lo saranno (tra i quali l'Italia) e per le perdite che banche di mezza europa avranno dal default greco (banche francesi e tedesche in primis). 

Unitamente a questo, le speculazioni attualmente in corso da oltre Oceano e dalla Gran Bretagna - come se Usa e Inghilterra non fossero a loro volta in situazioni praticamente simili, se non peggiori, di quella greca - con il supporto congiunto delle agenzie di rating che pagate dalle medesime banche speculative iniziano a declassare "su richiesta" (di chi è facile immaginarlo) stanno mettendo in opera l'unica possibilità per dare un po' di fiato alla moneta che, insieme e più dell'Euro, si trova in difficoltà estrema. 

Risultato? L'Euro scende a 1.30 nei confronti del Dollaro. E crollano le Borse europee. Con una media di oltre il 5%. In pratica sono stati azzerati, in un giorno, tutti i guadagni - si fa per dire - accumulati nel corso dell'anno. 

Manovre di grande respiro dunque, anzi di grande soffocamento, mentre la maggior parte dei cittadini del mondo è impegnata in altre beghe: in Usa la scappatella di Obama, in Inghilterra le prossime elezioni, da noi la casa di Scajola comperata con assegni firmati da grandi indagati.

Oggi è uno degli altri giorni nei quali è oltremodo semplice capire come e perché è praticamente inutile, almeno per quello che ci riguarda, rilevare e commentare - se non di sfuggita - ciò che accade all'interno del nostro Paese. Le sorti dei popoli dipendono altrove. Certamente non nelle scelte degli stati nazionali, figuriamoci in quelle dei singoli esponenti politici di questa o quella nazione.

Valerio Lo Monaco

Secondo i quotidiani del 05/05/2010

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