Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Debito pubblico: manovre in vista anche per l'Italia

La cosa ha ormai preso i toni del grottesco, se non fosse anche tragico. Le agenzie di rating, come era facile prevedere, hanno iniziato a prendere di mira anche l'Italia. Già molto tempo addietro ne avevamo parlato (insieme a pochi altri): il Dollaro, per poter sopravvivere, doveva ricevere un aiuto da chi è in grado di indirizzare i mercati nei confronti delle altre monete, deprezzandole. E allo stesso tempo, fatalmente, l'Europa sarebbe stata presa d'assalto, sebbene con un certo ritardo rispetto al dramma economico e sociale che già si sta vivendo negli Stati Uniti.

L'attacco alla nostra moneta, e il tentativo speculativo delle Banche di investimento e di soggetti privati, in particolar modo con i Cds dei quali abbiamo già parlato spesso, era da tempo sotto gli occhi di tutti e tra la stessa gente in Grecia che ne ha iniziato a sentire gli effetti proprio in questi giorni. E fatalmente sarebbe arrivato ad altri Paesi europei e dunque da noi.

Il punto da mettere a fuoco è, però, un altro, ovvero il fatto che le agenzie di rating stesse hanno, in parte, ragione. Beninteso, ci siamo già espressi sulla natura criminosa di queste agenzie, le quali pur avendo alle spalle dei clamorosissimi errori di valutazione (il crollo delle banche Usa), pur essendo tutt'altro che indipendenti, visto che da tali Banche e da gruppi di potere economico dipendono e vengono mantenute in vita, si arrogano il diritto di discettare sulle economie e sulle capacità di ogni cosa sia presente sulla faccia della terra, Paesi in primo luogo, e soprattutto, di fatto, i cittadini di tali Paesi che ne subiscono le conseguenze.

Le dichiarazioni di ieri di Tremonti, Draghi (sic) e Berlusconi, in risposta all'avvertimento di una agenzia di rating sulla "difficoltà" dei conti italiani, sono ovviamente dovute - per tentare di non far scoppiare il caos - ma allo stesso tempo ridicole. 

Basta la matematica per capirlo, anche non tenendo in nessun conto (come è giusto che sia) tali agenzie. Per Moody's  (l'altra agenzia Fitch è di parere diverso) oltre alla Grecia sono a rischio Portogallo, Spagna, Irlanda e Gran Bretagna. E Italia, appunto. Pur con situazioni bancarie differenti, il rischio di contagi di quanto avvenuto ad Atene è alto. 

Intanto l'Euro scende ancora ed è ai minimi da 14 mesi: 1,27 dollari per la precisione. Dunque il primo, parziale, risultato, tutte queste manovre lo stanno raggiungendo.

La Spagna, fortemente criticata, economicamente, pochi giorni addietro, ha intanto piazzato bond a 5 anni a un tasso medio del 3,53% (più alto, rispetto al 2,81% di marzo scorso). Il che significa che, per fare fronte ai propri debiti, la Spagna ha dovuto mettere in vendita, in pratica, dei "pagherò" a un tasso maggiore rispetto al passato.

Per quanto ci riguarda, al di là delle dichiarazioni di Tremonti & Co., intanto si iniziano a vedere i primi segnali della sorte che ci attende. Per il momento il nostro debito pubblico è intorno al 118% (quello della Grecia viaggia verso il 130%, tanto per intenderci, ed è l'unico, in Europa, a essere più alto del nostro) e il nostro Pil dovrebbe - dovrebbe - crescere del misero 1% nel 2010. Questi pochi dati per dire che seguiamo a ruota la Grecia, per chi non lo avesse ancora capito.

Soprattutto, e questa è la notizia più importante che ci riguarda - verificate, poi, invece, come "non" sarà affrontata a dovere dai vari quotidiani e telegiornali di regime - si prepara una manovra correttiva della finanza pubblica di 25 miliardi. Ovvero un qualcosa di nuovo, correttivo, appunto, per il 2011-2012 (ovvero praticamente domani) che comporterà, per lo Stato italiano, dover drenare questa somma.

Da dove? Facile immaginarlo. Ne riparleremo quando sarà presentata. 

 

Valerio Lo Monaco

Moody’s, S&P, Fitch. Gli “untori” del rating

Grecia: ecco l'alibi per delegittimare la rivolta