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Gelmini offre 5. Chi di meno?

Sarà il caldo, sarà la maternità, ma la Gelmini ha cominciato a contraddire se stessa.  L'anno scorso aveva scelto la linea dura. 

A marzo tutti i maggiori quotidiani italiani titolavano "Con un 5 niente maturità". La Gelmini diventò subito famosa come simbolo del rigore e della severità. La decisione - quella di non ammettere gli studenti con anche una sola insufficienza all'esame di maturità - doveva avviare la scuola italiana a diventare una scuola "della responsabilità e del merito". Le motivazioni risiedevano nella necessità di una maggiore disciplina e rigore nella valutazione degli studenti. Due cose che, secondo il ministro, formerebbero i cittadini del futuro, "consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri".

A un anno di distanza la musica è cambiata. Anzi, Mariastella Gelmini ha proprio invertito rotta. O meglio, si è contraddetta da sola. 

Ha riaffermato - attraverso un'ordinanza - la linea dura, la volontà di mantenere rigore e serietà nella scuola ed evitare il "sei politico". Subito dopo ha osservato che, però, bisogna avere buon senso, e dunque che "con un 5 non si boccia nessuno". Il tutto tra le grida di giubilo degli studenti in difficoltà e l'incredulità degli insegnanti. Il ministro ha praticamente dato il nulla osta ai docenti perché restino indifferenti alla sua stessa ordinanza, la n°44 del 5 maggio 2010*. Un'ordinanza che si traduce in pratica in una farsa e che, appunto, poneva l'obbligo della sufficienza in tutte le materie per l'ammissione all'esame di Stato. Insomma, per lo stesso ministro basta far finta che quel 5 sia un 6, e mantenere una inflessibilità di facciata che non si traduce però in un reale rigore di valutazione. L'importante è l'apparenza, non la sostanza.

E forse questa stessa riflessione è la chiave per capire le contraddizioni del ministro. Qualche giorno addietro infatti serpeggiava la notizia che, proprio grazie alla nuova direttiva, gli studenti non ammessi all'esame di maturità sarebbero raddoppiati. Gli scrutini di fine anno sono in corso proprio in questi giorni e ci sarebbero ben 130000 possibili non ammessi contro i 30000 dello scorso anno.

Inoltre, la motivazione - o una delle motivazioni - della nuova "linea morbida" della Gelmini potrebbe essere molto più squallida. 

Ad Aprile il preside del liceo scientifico statale Keplero di Roma ha lanciato una provocazione al ministro. In una lettera aperta alla Gelmini ha dichiarato infatti che non ci sono più i soldi per i famosi "corsi di recupero" che la scuola deve organizzare ogni anno per gli allievi con insufficienze. Allora, diceva il preside, ci sono due soluzioni possibili - ma entrambe "assurde" -  o bocciare tutti o regalare il 6 a tutti. La ratio del tutto, naturalmente, è mandare avanti ragazzi ignoranti, nel senso letterale del termine, ovvero che ignorano ciò che invece dovrebbero sapere. Cosa utile, in fin dei conti, per chi vuole "manovrare" menti incolte senza dover faticare troppo.

 

Sara Santolini

 

*attuativa del Decreto del Presidente della Repubblica 122/09

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