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E Il Giornale titolerà “Ebrei antisemiti”?

Come la metteranno ora quelli che ogni volta che si sfiora Israele danno, anche a chi viene abbordato in mare e ucciso, dell’antisemita, e poco importa che sia un termine usato a sproposito visto che i palestinesi in quanto arabi sono almeno altrettanto semiti degli ebrei? Come la metteranno costoro adesso che una delle prossime navi che cercherà di forzare l’illegittimo blocco navale nelle acque internazionali al largo della Palestina sarà organizzata da un’organizzazione di ebrei tedeschi?

Già, non fosse stato per la tragedia saremmo al grottesco: neppure gli ebrei ormai approvano più Israele. O sarà forse che in Germania, la cui comunità ebrea ha subito più a lungo di tutte la discriminazione antiebraica sfociata nel genocidio, ci si tiene a far notare che loro non sono come la Nirenstein e lo fanno perché da “antisemiti” vogliono tener viva la fiamma del pregiudizio che li vuole un popolo particolarmente intelligente? Fiamma che Fiamma era quasi riuscita a spegnere, ma per fortuna i pregiudizi sono duri a morire e gli ebrei tedeschi sanno come tenerli vivi.

Il Giornale riuscirà a titolare “Ebrei antisemiti attaccano la marina israeliana”? Tanto i suoi lettori sono ormai abituati a tutto e il Direttore Feltri riuscirà anche a convincerli che gli ebrei tedeschi sono antisemiti. Dov’è il problema? Il giornalismo ufficiale ormai è alla follia, e solo i suoi lettori/teleascoltatori riescono ad essere peggio continuando a dargli credito. Titolasse realmente così Il Giornale non ci stupirebbe più di tanto, non più di quanto ci stupisca che abbia ancora dei lettori, cosa che però vale anche per Repubblica o il “Corrierone”.

Il Giornale non avrà dubbi, ma per il povero Beniamino di Israele sarà una giornata di imbarazzo: come si comporterà quando, verso fine Luglio, la nave degli “Ebrei europei per una pace giusta” cercherà di forzare il blocco? Sì macchierà di sangue ebraico o si lascerà andare a discriminazioni razziali, facendoli sfilare? Magari finirà tutto in una bolla di sapone come con la Rachel Corrie, dove è bastato che un Premier determinato, anche se di una nazione piccola come l’Irlanda, facesse la voce grossa per impedire ad Israele di comportarsi da pirata. Sfortunatamente per Netanyahu non si possono sempre avere per interlocutori dei pupazzi come Frattini, nel caso Rachel Corrie ha dovuto impegnarsi e rivoltare la frittata e sparando che quella non era una nave carica d’odio al contrario del Marmara. Con grande preveggenza va detto, perché non ha avviato alcun attacco aereo, e poi ha trattato i cittadini irlandesi come si conviene, senza galere nel deserto, riuscendo così a evitare reazioni irlandesi. Questo è bastato, nonostante il dirottamento della Rachel Corrie, non per debolezze di Dublino, ma perché la nave non batteva bandiera irlandese ma africana, non competeva quindi al governo di Dublino insistere nelle proteste ma al Camerun. Cose che capitano con le “bandiere ombra”: i trattamenti fiscali favorevoli evidentemente non sono solo patrimonio di armatori e riccastri, ma anche delle ONG. Ma in fondo quelle delle ONLUS è uno dei più grossi business del momento.

Sarà da seguire con attenzione quando tale nave si avvicinerà alle coste, anche perché pare sia loro intenzione, se intercettati, di allontanarsi per riprovare di nuovo, come ebrei erranti sul mare: non lasciatevi ingannare da Fiamma Nirenstein, gli ebrei sono gente intelligente, potrebbero innescare un tira e molla che metterà alla frusta più di molte azioni di forza o martirio, anche perché Israele non potrà neppure usare le armi di “antisemiti!” e “shoah!”.

Una bella mossa questa degli “Ebrei europei per una pace giusta” che, non solo metteranno in difficoltà Israele, ma ricorderanno anche agli imbecilli che hanno manifestato davanti alla Sinagoga di Roma, che una cosa è l’essere ebrei altro è la sciagurata politica di Israele. Quelli che hanno lanciato i loro slogan idioti, anche se l’hanno fatto in Kefia e bandiere rosse o della pace, hanno mostrato un ottuso antisemitismo degno del nazismo che credono di combattere. Anche se vergogna va anche ai nostri giornali che hanno trattato nei loro articoli Sabra e Chatila quasi come una bagattella in confronto alle ingiurie. In questo senso l’iniziativa degli “Ebrei europei” cade due volte benvenuta: spunterà l’arma, ingiustificata, dell’antisemitismo e ribadirà l’appartenenza agli stati d’Europa e non ad Israele delle varie comunità ebraiche sparse sul continente, quella tedesca in testa.

Per adesso, però, non resta che aspettare, magari a Luglio di quest’anno riusciremo ad avere argomenti più interessanti del gossip da ombrellone, sempre che le notizie da Gaza riusciranno a forzare il blocco mediatico di tette e corna da ombrellone dispiegato sul “bagnasciuga” per impedire alla verità di sbarcare.

 

Ferdinando Menconi


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