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Cardinal Sepe. Altro che "paura"

"Non abbiate paura". Così l'arcivescovo di Napoli ha citato Wojtyla, ricordando che ci sono ancora "così tanti martiri, umiliati e disprezzati, che seguono il Vangelo di Cristo"

Ma qui, più che paura, c'è vergogna. L'inchiesta su G8 e Grandi Eventi sta aprendo degli scenari del tutto nuovi e inaspettati. Come appunto quello che sta coinvolgendo il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli - che, non dimentichiamolo, gode di passaporto diplomatico vaticano ed è dunque inattaccabile senza una rogatoria - e l'ex ministro Lunardi. In particolare l'accusa di corruzione riguarderebbe la ristrutturazione e la vendita di alcuni immobili intestati a Propaganda Fide* - di cui il cardinal Sepe è stato alla guida dal 2001 al 2006 - nel 2005, in cambio dei quali il cardinale avrebbe ricevuto dei favori o, più probabilmente, un compenso in denaro. 

Nelle operazioni risulterebbe coinvolto Anemone e l'ex presidente del Consiglio dei lavori pubblici Angelo Balducci. In particolare il cardinal Sepe avrebbe autorizzato la vendita di un palazzetto cielo-terra di 42 vani a via dei Prefetti, in pieno centro, per solo 4,2 milioni di euro a Lunardi. Palazzetto ristrutturato, naturalmente, dalla ditta Anemone. 

Ancora, sarebbe stato lui a far avere le chiavi della ormai tristemente famosa casa di via Giulia - della quale l'affitto sarebbe stato a carico di Diego Anemone - a Guido Bertolaso.

C'è da aver paura perché, prima ancora dell'inchiesta, la gestione di Sepe era stata definita "non esemplare" dallo stesso Ratzinger. Il che è se non altro singolare. Sepe è stato rimosso alla scadenza del primo quinquennio di direzione, nel 2006, e mandato a guidare una semplice diocesi, per quanto importante come quella di Napoli.

Comunque, caro Cardinal Sepe, la sua citazione è profondamente sbagliata. Non tanto perché la frase di papa Wojtyla non si riferiva assolutamente al martirio - ma alla solitudine dell'uomo su questa terra. Per ben altro: forse a qualcuno è sfuggito, ma nella storia della Chiesa Cattolica non risulta alcun martire dichiarato tale per essere stato indagato per corruzione. Almeno fin'ora. 

Sara Santolini

 

*La "Propaganda Fide" (Congregazione dell'Evangelizzazione dei Popoli) è una Congregazione nata per la gestione delle attività missionarie della Chiesa Cattolica. I suoi beni - per una cifra di oltre 9 miliardi di euro - vengono gestiti direttamente dalla Congregazione, senza mediazione né obbligo di trasmissione di eventuali alienazioni alla Santa Sede. Non è un caso che il cardinale messo a capo della Propaganda fide venga comunemente chiamato "Papa rosso". "Papa" per l'autonomia e i vasti poteri sulle terre di missione, "rosso" dal colore del vestito cardinalizio.

Come un cane in moschea

Prima pagina 18 giugno 2010