Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Un piccolo dettaglio: non abbiamo vinto... (autoassoluzione perenne)

Questo non è un articolo sui mondiali di calcio. È un articolo – breve, perché non vale nemmeno la pena di perderci troppo tempo – sull’atteggiamento di Lippi e dei nostri giocatori nelle interviste rilasciate dopo lo squallido, imbarazzante, indifendibile pareggio con la Nuova Zelanda. La cosa giusta, anzi ovvia, sarebbe stata riconoscere che la squadra ha fatto schifo, assumendosi senza mezzi termini la responsabilità di una prestazione così fiacca. La cosa giusta sarebbe stata manifestare vergogna per un verso e rabbia per l’altro. Sentimenti negativi ma se non altro energici. Una confessione a muso duro, a muso duro nei confronti di se stessi, dalla quale ripartire.

Invece, e non è certo la prima volta, tutto il contrario. Un distacco che scivola nell’indifferenza. Una calma che si adagia nel fatalismo. Magari l’aspirazione sarebbe mostrare maturità e saldezza. L’effetto pratico è minimizzare le proprie carenze, tenendo separate le buone intenzioni dalla prestazione effettiva. E la prestazione dal risultato finale. Zambrotta arriva ad affermare che l’Italia ha giocato bene, e che è mancata “solo” la vittoria. Lippi ammette che «non abbiamo fatto grandissime cose» e che «siamo stati poco concreti». Ma tant’è. «Non abbiamo avuto molta fortuna». E del resto, signori miei, questo è ciò che passa il convento: «Non ho lasciato a casa dei fenomeni»

Sembra di sentire i nostri politici. La colpa non è mai la loro. La colpa è delle circostanze. O dei guasti prodotti da chi è venuto prima. O della mancanza di collaborazione da parte di questo o di quello. Loro, invece, sono da assolvere per definizione. Perché ci mettono sempre (come negarlo?) la migliore buona volontà. Diamogliene atto. Hanno fatto il possibile, e se poi è andata male pazienza. Andrà meglio la prossima volta. Forse. Quello che è certo – caro Vespa, egregio Floris, gentilissima signora La Rosa – è che è inutile recriminare. Mentre è giusto, invece, guardare avanti. 

Ecco. L’Italia si sta riempiendo di gente così. E più vai su e più ne trovi. Dalla politica all’industria, dalla televisione al calcio. Le cose vanno a picco e quelli che stanno in alto “guardano avanti”. Voltano pagina. Azzerano gli aspetti spiacevoli del passato, ma non i vantaggi acquisiti. Proprio come nel calcio, i premi-partita son poco più che quisquilie, rispetto all’ingaggio. E l’ingaggio, una volta che ce l’hai, non te lo leva nessuno. 

Federico Zamboni

Secondo i quotidiani del 21/06/2010

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