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Freddie e Fannie (ancora) in crisi. Ma noi siamo immuni, vero?

Le stiamo perdendo! Le stiamo perdendo!

No, non si tratta di Medici in Prima Linea o robe del genere, ma di Fannie Mae e Freddie Mac, le due agenzie assurte alla cronaca diversi mesi addietro perché coinvolte direttamente nella crisi relativa (in prima battuta) ai mutui subprime. Crisi poi degradata in Europa, come volevasi dimostrare, mentre ci spiegavano imperterriti, tutti gli analisti parrucconi dei vari talk show e giornali italiani, che non sarebbe accaduto.

Queste due agenzie adesso stanno per essere tolte dal listino, con effetto il 28 giugno e l'8 luglio prossimi, in ottemperanza alla richiesta della FHFA (Federal Housing Finance Agency), la quale ha imposto che tutte le azioni ordinarie e privilegiate a queste agenzie collegate, devono essere spostate nel mercato over-the-counter: si tratta di mercati che non hanno i requisiti riconosciuti ai mercati regolamentati.

Ora, la notizia in sé potrebbe dire poco, se non il fatto che queste due agenzie, cuore pulsante del mercato dei mutui americani e salvate con una pioggia di miliardi nel clamoroso - e contro le regole liberiste - salvataggio dell'epoca, non hanno potuto fare altro che continuare verso la strada del fallimento. Ovvero rendere inutili e vani gli sforzi economici dei contribuenti americani.

Come dire: tenute artificialmente e inutilmente in vita con il denaro di tutti, onde permettere la continuazione di lauti stipendi e dividendi, per poi, per forza di cose, staccare la spina.

Fannie Mae ha provveduto ad esercitare l’opzione call su quattro emissioni di obbligazioni esistenti (controvalore 121 milioni di Dollari) a comunicare un rimborso anticipato, con effetto 25 giugno 2010, su numerose emissioni esistenti che avrebbero avuto scadenza fra il 2012 e il 2024. Il tutto per un controvalore di circa 8 miliardi di Dollari. 

Freddie Mac ha annunciato il rimborso anticipato di emissioni obbligazionarie per circa 14 miliardi di Dollari.

Si tratta di una operazione di ripulitura del debito e di uscita dai mercati regolamentati, ovvero una sorta di nazionalizzazione, per nascondere dei (probabili) nuovi problemi. La cosa è chiara: in caso di permanenza sui listini, avrebbero dovuto rispettare alcune norme di trasparenza e comunicazione ai mercati molto più stringenti. Così, si ha maggiore possibilità di manovra. Leggi: occultamento di cadavere.

Tanto per essere precisi, le emissioni di tipo obbligazionario di Fannie Mae ammontano a circa 890 miliardi di dollari (miliardi, sia chiaro) mentre quelle di Freddie Mac si attestano a 813 miliardi. 

Ci sono, insomma, valide ragioni per supporre lo scoppio imminente di un altro bel bubbone, come avvenuto allora (era agosto 2007) anche in questo caso - e guarda caso - proprio nel periodo estivo. 

Ci diranno anche stavolta, da noi, che siamo immuni dal tutto?

Valerio Lo Monaco 

Delocalizziamo Marchionne e la Fiat, per sempre

Secondo i quotidiani del 22/06/2010