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Umano, troppo umano

La solita guerra africana dimenticata: solo ora filtra la notizia che ha visto protagonisti gli Ngogo che in Uganda hanno portato avanti una sanguinosa guerra di espansione, dettata da imperialistico espansionismo territoriale e capitalistica appropriazione di preziose materie prime presenti nel territorio del “nemico”.

Immediatamente dopo l’insediamento nei territori occupati, gli Ngogo hanno cominciato a comportarsi come fosse da sempre loro, anche perché non vi è rimasto nessuno degli antichi abitanti a rivendicarlo: interi clan sono stati cacciati mentre gli Ngogo intrecciavano abili alleanze con gruppi etnici più vicini a loro. Tutto questo nel silenzio internazionale e senza che nessuna organizzazione intervenisse, gli osservatori si sono limitati ad osservare e nessuna indignata campagna si è mossa a sostegno delle vittime.

Che dei massacri in Africa, specie ora che c’è il “mondiale”, nulla trapeli sulla stampa embedded è cosa che non sorprende, ma che certe organizzazioni, altrimenti note per la loro sensibilità quando si tratta di cani o micetti europei, maltrattati o vittime della strada, ignorino bellamente le vittime africane ci indigna. È un chiaro sintomo di razzismo considerare più importante la vita di un gatto europeo che quella di molti scimpanzè africani.

Sì, scimpanzè, gli Ngogo sono un gruppo di circa 150 scimpanzè che vive nel Parco Nazionale Ugandese di Kibale e che ha portato avanti una decennale guerra di espansione territoriale anche per impadronirsi della ricchezza di Gelsi Neri nella regione vicina. Sono state riscontrate almeno 18 uccisioni: una guerra tribale in piena regola. Era, sì, cosa nota che gli scimpanzè combattessero a morte fra gruppi rivali, ma se fino ad ora sembravano occasionali “scontri di confine a bassa intensità” adesso viene anche provato che combattono lunghe guerre pianificate, con tanto di politica diplomatica, di alleanze e motivazioni “economiche”.

No, l’uomo non ha il monopolio della guerra e neppure del genocidio, gli scimpanzè, pur se su scala ridotta e con metodi tecnologicamente meno efficienti, sono molto simili a noi, non saremo sulla stessa linea evolutiva, ma qualche antenato comune dobbiamo averlo. Quello che fa riflettere è che il comportamento altruista pare, secondo gli etologi, essersi sviluppato proprio in queste guerre, dalle caratteristiche comuni sia agli scimpanzè che agli ominidi cacciatori-raccoglitori, fra gli esemplari che si sacrificano per il gruppo. Fra gli umani potremmo chiamarlo cameratismo, per le scimmie di cui ignoriamo le strutture gerarchiche militari non sappiamo quale sia il termine usato.

Per fortuna, non tutte le grandi scimmie antropomorfe sono uguali fra loro: così come fra gli uomini anche fra i primati ci sono quelli che non fanno la guerra ma fanno l’amore. Come i Bonobo che risolvono ogni problema col sesso, che usano diffusamente per ottenere favori all’interno del gruppo, ma anche questo, guardando le vicende che hanno caratterizzato la politica nazionale, ci sembra un comportamento umano, troppo umano.

 

Ferdinando Menconi

 

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