Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Economia? Non per la difesa

Ore 13, 24 giugno 2010. A Palazzo Chigi il Consiglio dei ministri approva un decreto-legge per la proroga, per il secondo semestre 2010, degli interventi della "cooperazione allo sviluppo e il sostegno dei processi di pace e stabilizzazione, nonché delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia attualmente in atto"*.

Al momento ci sono 29 operazioni internazionali in corso, tra Afghanistan (ben 3 operazioni diverse), Albania, Bosnia Erzegovina (anche qui si tratta di 3 operazioni), Cipro, Congo (2 missioni), Egitto, Emirati Arabi Uniti, Georgia, Giordania, Haiti, Hebron, India e Pakistan, Iraq, Israele, Kosovo (2 missioni), Libano, Macedonia, Malta, Marocco, Oceano Indiano, Palestina, Siria e Sudan**.

Solo tra marzo e giugno sono stati spesi ben 706 milioni di euro per il rifinanziamento delle missioni militari. E questa cifra è stata calcolata senza tener conto delle missioni civili, dei contributi alle attività di organizzazioni internazionali e della cooperazione allo sviluppo (così si arriva a 1412 milioni di euro). Solo per l'Afghanistan si tratterebbe di una cifra intorno ai 51 milioni di euro al mese, cifra che è destinata ad aumentare, visto che si prevede l'invio di 1000 nuovi militari nella regione. 

Inoltre, se il ministero cerca di "risparmiare" in formazione del personale, reclutamento di volontari e risorse per l'esercizio "quotidiano" della difesa e dell'ordine interno (carta, toner, benzina per le forze di polizia eccetera), le spese per le missioni "di pace" - o forse dovremmo dire "diversamente belliche" - all'estero non accennano a diminuire. Tant'è vero che il ministero ha in programma di acquistare, nel prossimi anni, 131 caccia per un valore di 13 miliardi di euro. 

Inoltre siamo tutti curiosi, dopo tutti i bei discorsi sui tagli "necessari" a stipendi pubblici, regioni, comuni, sanità e trasporti, di scoprire dove avrà trovato - e troverà - tutti questi bei soldoni il ministro dell'economia. Ebbene, stavolta Tremonti ha fatto un triplo salto mortale. Le maggiori entrate derivanti dalle concessioni di giochi e concorsi a premi saranno destinate al fondo per il rifinanziamento delle missioni italiane. In pratica compri un "gratta e vinci" e paghi un proiettile. 

Ma, forse, Tremonti e La Russa credono bene di mettere in moto l'economia con questi rifinanziamenti. Nel 2009 l'industria bellica nazionale (Finmeccanica) ha esportato armamenti per quasi 5 miliardi di euro, con un incremento del 61% rispetto all'anno precedente. Sarebbe davvero un peccato se la guerra in Afghanistan finisse e non potessimo più vendere aerei Spartan, ad esempio. Un vero peccato. I 24 soldati italiani uccisi, i 1500 degli altri contingenti e le 50mila vittime afgane sono, forse, in quest'ottica malata, solo una controindicazione.

Sara Santolini

 

*Cdm n.98 del 24/06/2010

**www.difesa.it

Secondo i quotidiani del 25 giugno 2010

Disoccupati sì, ma con la partita Iva