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“Povero Silvio”: scioperate lettori

Scioperate lettori, voi che vi fate coglionare dalla (dis)informazione a mezzo stampa perpetrata contro il “povero Silvio” che non ha alcun mezzo (dis)informativo per difendersi ed è così disperato che deve chiamare il popolo, ma solo quello che sa ancora leggere, di mettere in atto un’azione disgustosamente “ccomunista” e profondamente contraria alla sua etica libertaria come lo sciopero. “Povero Silvio”.

Non solo noi, sciacalli del web - ma anche la stampa dei “poteri forti” - abbiamo raccontato il contrario della verità sul G20, che invece è andato benissimo, come Egli ci assicura su tutte le TV, se solo queste avessero adeguata diffusione Egli potrebbe diffondere il vero, ma l’obsoleta tecnologia digitale glielo impedisce. La stampa vi ha ingannato, disertatela, e disertate ancora di più noi che siamo andati oltre le critiche strumentali dei grandi gruppi editoriali a sovvenzione statale: siamo stati delle vere ciniche iene ad attaccare un poveraccio che non ha alcun controllo sull’informazione.

Ha ragione Egli: non ci si comporta così su un poveraccio che la ex sta riducendo sul lastrico, e che anche i giornali dei parenti maltrattano. Perché, se ha chiamato lo sciopero contro tutta la stampa, senza fare dei distinguo su “Il Giornale” o “Libero”, vuol dire che anche questi quotidiani, a scarsa diffusione e che vivono solo delle sottoscrizioni dei lettori, non hanno dato sufficiente eco alle sue verità. Parenti serpenti e beneficiati ingrati, non ci si comporta così col miglior Primo ministro che l’Italia abbia mai avuto.

Ci cospargiamo il capo di cenere per aver attaccato il “povero Silvio” in maniera così infame ed aver abusato del nostro enorme potere per gettare discredito su un uomo inerme che non ha mezzi per difendersi contro i (dis)informatori. Avreste tutte le ragioni per aderire allo sciopero, e colpire così i nostri vergognosi introiti che neppure dobbiamo condividere con ex che si accontentano di un tozzo di pane: anche se è cosa da “comunisti”, quella cui Egli vi ha chiamato tutti, aderite senza ipocrisie e dateci quella bella lezione che indubbiamente ci meritiamo.

Magari, però, fateci sapere prima quando sciopererete e non ci leggerete, così potremo prenderci una bella giornata di vacanza e sputtanare i nostri alti introiti in una giornata di sperpero che altri poveri giornalisti liberisti, che non godono di sussidi di stato come il Feltri, non possono certo permettersi. Magari così, invece di scrivere falsità sul “povero Silvio”, potremo guardare con attenzione la TV e imparare cos’è l’informazione obiettiva, perché, e sinceramente nella nostra faziosa ottusità non riusciamo a capirne il motivo, non è stato chiamato alcuno sciopero contro i telegiornali. Che esista ancora una sacca di informazione sana in questo paese? 

Però, se chi si nutre della (dis)informazione del “povero Silvio” è la parte sana del paese, quella che aderirebbe allo sciopero senza se e senza ma, sciopero che però è stato solo minacciato in disinteressato rispetto dei parenti, per favore, almeno voi, restate “malati” e continuate a leggere questa robaccia scritta in maniera antisociale in un giorno che qui, a Roma ladrona, sarebbe festivo perché gli scioperi hanno un senso e una dignità se si chiamano per la libertà, non contro: per una volta la libertà è dalla parte dei crumiri, non perdete questa rara occasione.

Ferdinando Menconi

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Prima pagina del 29 giugno 2010