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Settimana calda affrontata senza armi (dai nostri politici e non solo)

Che il nostro governo chieda sacrifici (inutili, visto le Borse?) indicando nella crisi attuale il motivo di tali tagli, quando invece il nostro debito pubblico ha determinazioni, e storia, molto differenti, è veramente grottesco. Che l'opposizione non trovi di meglio che cavalcare l'onda della difficoltà del governo in carica, naturalmente senza tentare nemmeno di abbozzare una proposta che possa essere considerata tale, è avvilente.

Ma le due cose, messe insieme, sono invece altamente indicative. Almeno per chi abbia occhi in grado di andare oltre il palese.

Il dibattito, si fa per dire, tra Bersani e Tremonti della settimana scorsa ha dunque permesso di capire, al momento attuale, quale è lo stato in cui versano, dal punto di vista politico, pratico, filosofico e ideale, le due persone che, nel nostro Paese, dovrebbero essere, visti i ruoli che ricoprono, in teoria quelle più acute e capaci, soprattutto in tema politico-economico, per tentare di offrire una soluzione al momento storico difficile nel quale stiamo vivendo.

Soluzione, come si è visto, che nessuno dei due ha. Da una parte tagli a tutto spiano e manovre di piccolo cabotaggio - ma di notevole incidenza sulla vita di tutti noi - sebbene con effetto unicamente a breve e brevissimo termine. Dall'altra parte un vago - e non specificato - richiamo a riforme strutturali e investimenti per - letteralmente - "mettere nelle tasche dei lavoratori (dei piccoli cantieri aperti, N.d.R.) un po' di denaro per rilanciare i consumi".

Dunque lavoro, salario, produzione di merci e servizi, crescita economica e almeno un po' di denaro un tasca per cercare di tenere in piedi la giostra. 

Come sappiamo, esattamente ciò che ha atterrato la giostra stessa. Sottovuoto spinto, pertanto. Nello stesso momento in cui, nei mercati, gli speculatori sentono odore di sangue per i Paesi ai quali succhiare tutto il possibile.

Le Borse hanno chiuso in calo Venerdì scorso e stanno aprendo in rosso proprio oggi. Apparentemente appesantiti dai dati dello stato della disoccupazione in Usa, che oltre a essere numericamente peggiori del previsto sono anche difficili (o facili, dipende dai punti di vista) da leggere, considerando che molti dei posti ritenuti ri-occupati sono in realtà lavori con contratti a tempo di breve o brevissima durata. 

Pesa anche l'allarme (poi corretto, come ti sbagli?) sui rischi di default per l'Ungheria, che implica lo stesso ragionamento relativo al coinvolgimento dell'Europa. Vedrete, a turno, gli "allarmi" - e le speculazioni di brevissimo termine a essi collegate - prenderanno le mosse da qualche Paese mediterraneo, come già la Grecia, la Spagna, il Portogallo (e presto anche per l'Italia) oppure da qualche Paese nei Balcani. Con l'intento, sempre uguale, di speculare sull'Euro e i Paesi che lo utilizzano.

Ultima cosa, per ora, a inizio di una settimana che si preannuncia molto calda e importante da capire - cosa che faremo nei prossimi giorni: la Gran Bretagna versa in grandissima crisi. Lo avevamo annunciato nella trasmissione Noi Nel Mezzo di diversi mesi addietro, e ancora prima sulle pagine de Il Ribelle. Ebbene ora ci siamo.

Tempo l'Estate, o l'Autunno al massimo, la Sterlina sarà in crisi.

Intanto l'Euro è ai minimi. Piano piano viene giù tutto, mentre si pensa alla Nazionale ai Mondiali e ai traghetti per la Sardegna.

 

Valerio Lo Monaco

Prima Pagina 7 giugno 2010

Secondo i quotidiani del 07/06/2010