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Speroni anti-Pdl

Complimenti vivissimi all’europarlamentare leghista Francesco Speroni: dopo quindici anni dalla fondazione della prima creatura berlusconiana, Forza Italia, oggi Pdl, con fulmineo tempismo scopre che fra le sue fila si annidano, ben mimetizzati, gli avanzi socialisti e democristiani della Prima Repubblica (ma quale prima e seconda: la Costituzione è sempre quella). «Ricettacolo di tutte le puttane» del vecchio regime, è stata la sua soave dichiarazione al giornale online Affari italiani: Cicchitto (miracolato della politica e del Psi), la Boniver (dama di ferro del craxismo), l’ex ministro Scajola (rad dc di Imperia). E poi Sacconi, Brunetta, lo stesso visir Gianni Letta, Giuliano Ferrara, Frattini, persino Tremonti, e l’elenco ognuno può allungarlo a piacere con reduci più o meno riverniciati degli Anni Ottanta, l’epoca d’oro della partitocrazia spazzata via dal crollo del comunismo, dalla globalizzazione finanziaria e da Mani Pulite. 

Speroni, «pezzo d’antiquariato» della prima ora leghista (copyright: senatore Stracquadanio, Pdl), evidentemente annoiato a Strasburgo dove le gesta padane non trovano audience come in Italia, ha voluto sferrare un poderoso attacco agli alleati-nemici con un colpo a salve. E a scoppio ritardato di appena quindici anni. Quindici anni, suvvia: una bazzecola. Un periodo che è passato veloce come una saetta, ma durante il quale Speroni, forse, ha dormito. Lo aggiorniamo noi sulle ultime puntate: la Lega partecipa al terzo governo con lo stesso Berlusconi che imbarca ex Psi ed ex Dc con allegria e voluttà, i ministri del Carroccio, Maroni e Calderoli in testa, in tutto questo tempo non sono parsi schifati dal sedersi accanto a colleghi dell’infida genìa partitocratica, fin dal ’94 anche i sassi sapevano che a parte qualche liberale vero e illuso (come Giuliano Urbani, oggi dimenticato) le truppe berlusconiane erano piene di riciclati, e che lo stesso Unto del Signore era diventato il dominus della televisione privata italiana perché pappa e ciccia con Craxi, di cui da anni è in corso una pelosa riabilitazione in funzione anti-magistrati. Il Carroccio ha sottoscritto tutte le leggi-vergogna dei governi Berlusconi: le Cirami, le Cirielli, il lodo Schifani, il lodo Alfano, in un’implacabile sequenza di provvedimenti di segno contrario a quel poco di pulizia che era stata fatta nei primi anni ’90, quando i leghisti appoggiavano Di Pietro e il pool di Milano e in parlamento esibivano liberatori (anche se disgustosi) cappi da forca. 

Speroni, d’altronde, bisogna anche un po’ capirlo. Rappresenta la mai del tutto sopita anima barricadiera del leghismo, quella che ancora si autoconvince che la Lega è una “forza di cambiamento”. Ce lo facciano sapere, i leghisti duri e puri, di quale cambiamento stanno parlando. Perché a parte l’occupazione delle poltrone al Nord, banche comprese, in perfetto stile ancien regime, noi una modifica in senso federale dello Stato l’abbiamo vista compiuta a onor del vero solo dal centrosinistra con la riscrittura del Titolo V della Carta. La loro recente riforma varata ma ben lungi dall’essere applicata è un guscio vuoto, dai tempi talmente lunghi che sarà servita come la solita promessa da rinnovare per l’ennesima volta alla prossima tornata elettorale, della serie: eleggeteci ancora che la portiamo a termine. E passeranno un altro po’ di anni, quelli che servono per campare di rendita con la storiella della Lega partito “di cambiamento” (che non arriva mai). Nel frattempo, gli Speroni e gli smemorati come lui possono consolarsi con le fulgide vittorie della Padania calcio allenata da Trota Bossi. Se l’erede del fu Umberto – dài, sono anni che non è più lui – è un tipo come il figlio, quasi quasi erano meglio i vecchi arnesi della Dc e del Psi. Almeno non ci rifilavano la bufala di essere eternamente “nuovi” come questi qui, come i Cota, i Tosi e gli Zaia, che brigano e fanno man bassa di posti e potere esattamente come ai bei tempi. Bei tempi?  

Alessio Mannino

Così poca giustizia per le vittime di Bhopal

Prima Pagina 7 giugno 2010