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Mafia e Commissione Trilaterale

La Commissione Trilaterale è un club che riunisce imprenditori, finanzieri, uomini politici e alti ufficiali militari di tutto il mondo. E’ stata fondata nel 1973 sull’esempio del già esistente gruppo Bildenberg e dell’antico Council on Foregn Relations, entrambi fondati e animati da David Rockefeller, banchiere della dinastia omonima a capo della Chase Manhattan Bank (vedi ultimo numero della Voce del Ribelle, “Poteri sovrannazionali”). Attualmente i suoi membri sono 380, suddivisi per aree geografiche. Presidente della sezione europea è l’economista ultraliberista Mario Monti, e pochi giorni fa – lo racconta il Corriere Economia del 28 giugno – è diventata responsabile del gruppo italiano la presidente dei giovani di Confindustria Federica Guidi (Ducati). Il Corsera registra la notizia sotto la categoria “quote rosa”, felicitandosi del fatto che, dopo Suni Agnelli e Margherita Boniver, un’altra donna sia stata prescelta a gestire le occasioni «di scambio e di confronto aperto tra quelli che alcuni non esitano ad indicare come autorevoli rappresentanti della classe dirigente mondiale, protetti da una ragionevole riservatezza sulle opinioni espresse in ambito politico, economico, culturale durante i lavori». Ossia, diciamo noi, ritrovi occulti che i padroni della finanza e della politica globale utilizzano per scambiarsi informazioni e idee facilitando così la conclusione di affari e strategie al fine di puntellare ed espandere l’influenza occidentale sul pianeta. Tutto nella più completa disinformazione, invisibilità e mistero.

La sola differenza con la mafia di cui si parla in questi giorni a proposito della sentenza Dell’Utri, è che la mafia, col suo immaginario fermo ai pizzini e alle coppole quando invece ha assunto da un pezzo la natura di potente organizzazione finanziaria internazionale, è illegale. E così, sempre per stare al caso Dell’Utri, l’opera di influenza sulle decisioni, le relazioni intessute e coltivate per interesse, i sodalizi d’affari, gli accordi d’intermediazione, gli incontri segreti, insomma l’intera gamma di attività che si svolgono sotto il segno della rispettabilità in un consesso come la Trilaterale, se riferite al fiancheggiamento a favore di Cosa Nostra da parte del braccio destro di Berlusconi, acquistano la definizione di “concorso esterno in associazione mafiosa”. Non abbiamo mai ritenuto che tali congreghe di privilegiati e tecnocrati abbiano il potere assoluto, la capacità semi-divina di controllare dall’alto ogni evento e ogni cosa. Ma siamo fermamente convinti che nella sostanza siano associazioni di stampo mafioso. Siano mafie. Fate posto anche a Dell’Utri, dunque, gentili trilateralisti.  

Alessio Mannino

 

Secondo i quotidiani del 1 luglio 2010

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