Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Le cose che contano (altro che italietta politica)

Non me ne frega niente della cena a casa Vespa, gran ciambellano officiante del potere. Che fosse un servo aduso ad ossequiare, lo si sapeva anche prima. Ora sappiamo cosa serve da mangiare. 

Non me ne frega niente della P3 di Cosentino, Verdini e Dell’Utri, se nulla viene fatto sapere sui massoni di cui è piena la finanza, e non parlo solo di quella nazionale (e lasciatemi il tempo di documentarmi, chè sulla questione mi ci butto a pesce).

Non me ne frega niente della milionesima, incomprensibile, esoterica, farsesca, schifosa ricerca di un nuovo governo di larghe intese: in nome di chi, per quale ragione, per fare cosa? Ogni risposta è lecita tranne una: che una maggioranza parlamentare cerchi di imbarcare quarti di minoranza per il bene comune. Ma cosa credono, che siamo tutti cretini quaggiù in basso?

Non me ne frega niente della commedia di un Gianfranco Fini scopertosi strenuo difensore della democrazia interna dopo quindici anni di onorato servizio come cameriere del Cavaliere, e dopo una vita in un Msi dove la sola parola democrazia era bandita. 

Non me ne frega niente del mal di pancia degli ex democristiani nel Pd dominato dagli ex comunisti D’Alema e Bersani, i sempiterni dc rotti ad ogni nuova alchimia di palazzo pur di infangare il cattolicesimo di cui si fanno bardi in politica. 

Non me ne frega niente di far sapere, come puntigliosamente fa Feltri per parare il colpo a chi lo ha reso il Feltri che sappiamo, che De Mita vive in una casa pubblica, il suo valore di mercato e cosa intende farci, né mi interessa minimamente se il governatore della Campania, Caldoro, va a trans oppure no. 

Non me ne frega niente se il centrodestra mette un suo uomo al posto di Corradino Mineo a Rainews24, perché fa esattamente ciò che ha fatto sempre anche il centrosinistra così come i governi di tutti i colori da quando la Rai, nel 1975, dipende direttamente dai partiti: lottizzare sfacciatamente, impunemente, e direi anche coerentemente.

Non me ne frega niente di Taricone, degli amorazzi del Presidente del Consiglio, delle programmazioni della prossima stagione Rai e Mediaset, dei vip, delle vamp, delle chiacchiere da parrucchiera travestite da notizie, dei consigli per le vacanze estive (io vado dove mi pare, se mi pare e quando mi pare), dei sermoni domenicali di Eugenio Scalfari e del futuro professionale del martire Santoro. 

Me ne frega molto, invece, e solo per citare la più grossa, della crisi di sistema degli Stati Uniti d’America, e della prossima catastrofe economica planetaria che ne sarà la diretta conseguenza: secondo il rapporto del 23 giugno stilato dall’Office of Comptroller of the Currency, l’organismo governativo che tutela le banche statunitensi (i cui dati, quindi, vanno presi per difetto), gli Usa devono fare i conti con un debito immobiliare lordo di 755,33 miliardi di dollari su un totale di crediti immobiliari non commerciali di 5947,548 miliardi di dollari, il che significa che è molto probabile, per non dire certo, un prossimo gigantesco crac, con quasi 1400 miliardi di dollari di crediti immobiliari commerciali da rifinanziare in 3 anni, ovvero dovranno essere trovati 466,6 miliardi ogni anno. Scrive Gilles Bonafi, analista economico di Mondialisation.ca: «Gli USA dovranno quindi, se tutto va bene, trovare circa 1200 miliardi di dollari quest’anno, per salvare le banche dal buco nero immobiliare.(2) Ancora più inquietante è il fatto che i procedimenti di pignoramento immobiliare sono aumentati dell’8,5% nel primo trimestre del 2010 (questo nonostante la rinegoziazione e la modifica della maggior parte dei mutui), con 1.170.874 procedimenti. Ci sono dunque 12.866 procedimenti di pignoramento al giorno, negli Stati Uniti, migliaia di famiglie vengono buttate sulla strada. (…) Bisogna ricordare che gli Stati Uniti hanno un debito totale (pubblico e privato) di 52.859 miliardi di dollari, cioè il 375% del loro PIL, maggiore anche rispetto al PIL mondiale; questo debito sta per aggravarsi ancora di più, e dovrebbe raggiungere i 400 miliardi entro la fine dell’anno. Fortunatamente le agenzie di rating sono tutte americane, perché i problemi della Grecia sono nulla a confronto!». Non abbiamo altro da aggiungere. 

 

Alessio Mannino

Il Film: Solomon Kane

Prima pagina 14 luglio 2010