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ACI, i raccomandati della Brambilla

La Brambilla l'ha fatta grossa. Di nuovo. Dopo aver sforato il suo budget di ministero di oltre 23 volte ora praticamente sta "scalando" l'Aci con una spudoratezza che rende chiaro il senso di inattaccabilità di cui la nostra classe dirigente è ormai portatrice sana.

L'ACI (Automobile Club d'Italia) è una federazione di Club provinciali. È all'Aci che compete la gestione del PRA (Pubblico Registro Automobilistico) e del bollo auto. È l'Aci che fa gli studi sulle tendenze di mercato. Ma, senz'altro, non è per questo che il Club fa così gola.

Forse non tutti sanno che l'Aci è anche l'unica autorità nazionale in Italia per lo sport automobilistico e che quindi è lei a gestire il Gran Premio d'Italia a Monza, quello di San Marino a Imola e il Mondiale Rally in Sardegna, oltre agli appuntamenti in Italia dei campionati europei e quello italiano. Insomma l'Aci, pur essendo un ente pubblico non economico, sposta ingenti somme di denaro ogni anno: il GP vale 50 milioni di euro mentre terreni, palazzi e aree dell'Aci occupate da distributori di benzina hanno un valore stimabile di altri 70 milioni di euro.

Se questo pare essere il - chiarissimo - movente, il modus operandi è degno di un film giallo di scarsa qualità. Alla fine dello scorso anno cinque dei nove membri del Consiglio di Amministrazione danno le dimissioni - pare per divisioni sulle strategie per l'Autodromo di Monza e il bilancio. A questo punto la Brambilla decide di commissariare l'Aci. Dunque, a fine 2009, nomina commissario Massimiliano Ermolli che non solo è il figlio di uno degli uomini più vicini al Premier*, Bruno Ermolli, ma è anche e soprattutto membro del Consiglio di Amministrazione di Sinergetica, di cui è presidente il padre. Si tratta di una srl legata all'Aci da legami commerciali dal 2008 che in particolare ha curato gli accertamenti su Sara Assicurazioni (di cui Aci è il maggior azionista) per ben 150 mila euro e la consulenza per la vendita di banca Sara per la quale, guarda caso, sono in corso trattative con Mediolanum, di proprietà in massima parte della famiglia Berlusconi e nel cui consiglio direttivo siede, di nuovo tra nomi eccellenti legati alla politica e alla Fininvest, Bruno Ermolli. 

Il conflitto di interessi non finisce qui. Al commissariamento è seguito ovviamente l'indizione di nuove elezioni del Cda, previste per il 22 luglio 2010. Tenetevi forte: lo stesso commissario ha formato una lista che prevede lui stesso come presidente e come membri nomi legati alla politica - che in buona parte avrebbero sottoscritto la tessera del Club appena 48 ore prima della presentazione della lista - e alcuni dimissionari di fine 2009. In particolare accanto a Ermolli ci sarebbero il compagno del ministro Brambilla (Eros Maggioni), il figlio del ministro La Russa (Geronimo La Russa), il Presidente della Camera di Commercio di Monza (Carlo Edoardo Valli), il presidente, fra le altre cose, di Federmotorizzazione-Confcommercio (Simonpaolo Buongiardino) e ben 3 dei dimissionari di fine 2009 (gli ex vicepresidenti Bruno Longoni, Giangaleazzo Monarca e Michele Nappi) - le cui dimissioni, giudicate "senza motivazioni" dall'allora presidente, forse trovano finalmente una ragione più che comprensibile in questa nuova candidatura accanto a nomi eccellenti della politica e dell'economia italiana.

Ma Ermolli vuole andare sul sicuro e non rischiare, dopo aver provocato questo marasma, di perdere la possibilità di guidare l'Aci per colpa di una semplice votazione. Così ha deciso di non ammettere l'unica altra lista in gara per "vizi di forma". Cosa che, assieme alle altre "stranezze" di questa storia, verrà ora verificata dalla Procura, cui i candidati esclusi si sono rivolti. Stranezze cui va aggiunto un ultimo dato: l'acquisto improvviso di un gran numero di tessere dell'Aci che equivalgono ad altrettanti voti per il rinnovo del Consiglio.

Sara Santolini

 

*Bruno Ermolli è presidente di Promos (azienda della Camera di Commercio di Milano) e della Medusa Fil. Assiste da anni il Gruppo Fininvest per il managment e le strategie di sviluppo e, fra le altre cose, fa parte del Cda del Censis, del Politecnico di Milano, di Fininvest, Mediaset e Mediolanum.

Prima pagina 2 luglio 2010

Ucci ucci, sento odore di pendolarucci