Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Fiat in Serbia: dov'è la novità?

Marchionne è un genio della comunicazione: lasciar passare come una decisione sofferta un provvedimento previsto da un accordo firmato ben due anni fa è da vero acrobata.

La storia inizia nel lontano 2008. Anzi, molto prima, negli anni '50, quando la Fiat concesse alla Zastava (l'azienda statale slovena per la produzione di automobili) la licenza per produrre i propri modelli. La fabbrica di Kragujevac, quella preposta alla produzione di auto Fiat, arrivò a quota 220mila auto l'anno e, nonostante i danni subiti a causa della guerra del Kosovo, ha continuato a produrre fino a oggi. Producono anche la Punto, con il nome Zastava 10, assemblandola con componenti che arrivano dall'Italia e con una catena di montaggio che è stata spedita direttamente da Termini Imerese nel 2005.

Nel 2008, appunto, Marchionne decise di trovare in tempi brevi un sito che fosse base produttiva per le nuove monovolume della Fiat. Quale meglio di Kragujevac? Boris Tadic, il presidente sloveno, aveva bisogno di un partner per far ripartire la Zastava. Fiat, da parte sua, avrebbe guadagnato non solo grazie al basso costo della manodopera in Slovenia (circa 3 euro lordi l'ora pari a 300 euro netti al mese per lavoratore), ma anche grazie a una serie di incentivi. 

Lo Stato Serbo infatti favorirà la Fiat con contributi diretti per l'assunzione di 2mila operai nello stabilimento, esenzioni fiscali per l'importazione delle materie prime e la concessione gratuita di terreni per eventuali ampliamenti. Inoltre lo stabilimento Fiat in Serbia sarà pagato per ben 3/4 dall'Unione Europea - per il risanamento e la creazione di nuovi impianti e posti di lavoro laddove la disoccupazione è al 30%. Il sito è addirittura più vicino a Milano di Termini Imerese (che è più lontano di circa 300km rispetto a Kragujevac, dove peraltro il governo sta costruendo un raccordo autostradale dedicato). E in tutto questo è abbastanza inutile "accusare" la Fiat di comportarsi come una multinazionale estera e low cost che insegue i salari più bassi e i finanziamenti pubblici: è quello che è. 

La cosa ridicola è che gli investimenti in Serbia sono già partiti, nonostante Marchionne finga di voler spostare la produzione della monovolume in Serbia solo perché i sindacati italiani non sarebbero abbastanza seri - o intendeva "servili"? - con l'azienda: dopo un memorandum d'intesa tra Fiat e Zastava firmato nell'aprile 2008, grazie al quale la Fiat deterrebbe il 70% dell'industria automobilistica in Serbia, nel dicembre 2008 e 2009 Marchionne ha firmato due nuovi contratti che sostanzialmente significano investimenti italiani in Serbia per la creazione della Fiat Automobili Srbija.

Qualcuno dovrebbe avvisarci - e, soprattutto, dovrebbe avvisare i lavoratori - quando non c'è più alcun tavolo di trattative da aprire.

 

Sara Santolini

Giuseppe Prezzolini, la sua Voce e la sua vista lunga

Wow, a settembre tornerà Santoro