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Sky dovrebbe pagare, ma non glielo permettono. Almeno da noi

Sky sta diventando troppo potente nel Regno Unito, almeno secondo la storica emittente pubblica inglese, la mitica BBC, nota per i suoi programmi di elevata qualità, e si sostiene in primo luogo che dovrebbe pagare le emittenti che ritrasmette sulla sua piattaforma, quindi che non spende abbastanza in produzioni britanniche.

C’è indubbiamente del vero nelle dichiarazioni del numero uno della televisione di stato inglese, Mark Thompson, Murdoch è una potenza in grado di condizionare fortemente l’opinione pubblica, ma può consolarsi: non è lui il premier inglese, ma Cameron. In questo sono messi meglio che da noi.

Può anche farsi due risate se vuole, Thompson, continuando a guardare il nostro paese, visto che qui Sky voleva pagare ben 50 milioni di euro all’anno per 7 anni per l’intero bouquet RAI, ma per nostra fortuna il dg della Rai, Mauro Masi, come ha dichiarato a Cortina intervistato da Minoli, si è rifiutato di svendere la RAI, che ha, secondo lui, un valore di mercato di 200 milioni di Euro. Il mercato, infatti, ha prontamente reagito e quei 200 milioni non li ha sborsati nessuno, continueremo noi a pagare il canone per sostenere la fallimentare (per l’utente) operazione di passaggio al digitale e le veline aspiranti ministro. Basta che non vengano a chiederci aumenti visto che i soldi potevano venire da altrove.

Viene, malignamente sia chiaro, da pensare, che l’offerta Sky, che da noi era pronta a pagare, sia stata rifiutata per sostenere la piattaforma digitale, dove la RAI opera gratis, ma i cui contenuti a pagamento Fininvest vanno sostenuti a ogni costo, spostando, grazie alla presenza pubblica, l’utenza verso l’obsoleto e caotico (almeno nella versione italiana) decoder digitale da quello satellitare, molto più avanzato: col satellite la TV la si riesce addirittura a vedere quando piove forte.

Il Murdoch nostrano, infatti,  non gestirà, si rassegni, una potenza televisiva come quello originale, ma è anche Premier e, come tale, ha notoriamente a cuore le sorti della TV pubblica sostenuta dal nostro canone: le ha infatti impedito di svendersi. Chissà che avrebbero fatto poi i vertici RAI di quei 50 Milioni di Euro annuali piovuti dal Cielo? Magari avrebbero deciso di produrre in proprio, anche se probabilmente non in Italia, come fece la HBO con il successo mondiale del serial Rome, che fece vivere Cinecittà e il suo indotto a lungo prima di essere messa in fuga, mentre la RAI il suo Kolossal “Guerra e pace” lo andava a girare in Lituania.

La BBC dovrebbe essere grata alla politica anti Murdoch del Premier: i suoi eccellenti documentari, magari proprio sulla antica Roma ma girati ai confini dell’Impero e con maestranze “barbariche”, continueremo a comprarli da loro anziché produrli nell’Urbs. Per l’intrattenimento, però, nulla da fare c’è Endemol. Tomphson può quindi continuare a sorridere. A noi, invece, verrebbe più da incazzarci, non fosse che Masi con una abilità degna del miglior avanspettacolo riesce a strapparci una grassa risata dichiarando che: il Tg1 non è “di parte” e Minzolini è  “un giornalista di punta” che sta portando importanti innovazioni nel linguaggio dell'informazione tv.

 

Ferdinando Menconi

Secondo i quotidiani del 30/08/2010

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