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Reverendo idiota? Di che stupirsi?

Il fanatismo fa orrore perché porta inesorabilmente alla stupidità, fino all’autolesionismo. Il fanatico Terry Jones, pastore evangelico della Florida che per l’anniversario del crollo delle Torri Gemelle ha indetto per domani una delirante «Giornata internazionale del Rogo del Corano», è l’altra faccia del fanatico Bin Laden e della cosiddetta Al Qaeda (ammesso che ancora esista, se mai è esistita). Un gesto d’odio così cieco e plateale, che fa notizia perché provocatoriamente polemico rispetto al vuoto desolante di un Occidente succube del materialismo economico, è uno di quei gesti degni di miglior causa. Le crociate religiose avevano senso quando la religione aveva un posto dominante nella gerarchia dei valori, ad esempio nelle società premoderne. Oggi, rilanciate da quella chiassosa minoranza di cristiani fondamentalisti così popolari negli Usa, fanno solo il gioco di quella manciata di invasati che si richiamano ad un’interpretazione guerrafondaia dell’Islam che ha fornito il pretesto all’imperialismo statunitense di dispiegarsi ed espandersi dopo aver perduto per auto-implosione il nemico sovietico. 

Basta uno sconosciuto prete farneticante in un paesino in Florida per far venire la strizza a Obama e  agli alti comandi americani in Afghanistan, timorosi di rappresaglie da parte dei Talebani e degli islamici militanti in tutto il mondo. Sono i pericoli della libertà d’espressione sale della democrazia, hanno ribattuto alcuni fra cui il sindaco di New York, Michael Bloomberg. Il primo emendamento della Costituzione americana protegge l’insania dell’estremista cristiano. E sia. Ma da dove proviene la demonizzazione del credo islamico? Da quasi dieci anni di incessante tambureggiamento occidentale che ha dipinto l’Islam come una minaccia in sé, come la matrice di una guerra santa globale, dichiarata in realtà da individui che rappresentano soltanto una frangia minoritaria e stolida del mondo musulmano. I Terry Jones sono la versione impresentabile dei Bush e dei Rumsfeld, dei teorici neocon e dei loro imitatori al di qua dell’oceano, dei Giuliano Ferrara e delle Oriana Fallaci, della vulgata intollerante che ha strumentalizzato un cristianesimo di facciata per contrapporlo ad un islamismo terrorista molto conveniente per i disegni di conquista targati Nato. Anni di roghi mediatici hanno fatalmente prodotto il rogo vero, simbolicamente devastante per la sensibilità di chi, come gli islamici, la fede ce l’ha per davvero, a differenza dei finti bigotti americani ed europei. 

Condannare l’idiozia del reverendo piromane, perciò, equivale a voler gettare acqua su una casa già bruciata. Ci si doveva pensare prima, a fermare l’ondata di razzismo religioso montato ad arte per giustificare le tanto osannate, a destra e a sinistra, “esportazioni di democrazia”. Oggi è tardi. Un Terry Jones prima o poi doveva saltar fuori. In fin dei conti, è soltanto il prodotto degenerato delle campagne firmate dai rispettabili soloni del pensiero unico occidentale, quello secondo cui la nostra è la civiltà “superiore” e quegli islamici, quei medievali arretrati, sarebbero tutti barbari assetati di sangue. L’11 settembre di nove anni fa lo slogan era “siamo tutti americani”. L’unica magra consolazione è che non tutti gli americani sono come il reverendo Jones. Ci pensano certi solerti europei ad essere più americani di lui. Vero, compassionevoli fanatici delle “missioni umanitarie” per conto degli Usa?

 

Alessio Mannino

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