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Incidenti sul lavoro e statistiche taroccate

Capua, 11 settembre. Tre operai vengono chiamati per un lavoro straordinario per l'azienda farmaceutica Dsm spa. Si trattava di smontare un ponteggio costruito in un silos che, però, si è rivelato essere una vera e propria camera a gas. Non si tratta di un semplice "incidente" sul lavoro: i tre operai non dovevano proprio esserci all'interno del silos. Questo infatti era stato riempito di azoto ed elio e pressurizzato, quindi aperto e i gas lasciati uscire naturalmente, senza alcuna verifica né altro procedimento di bonifica. Anzi, sembra che un tentativo di bonifica fosse stato fatto, ma così maldestro da peggiorare la situazione, eliminando dal silos solo l'elio. È per questo che al suo interno l'80% dell'aria era azoto che avrebbe portato i tre operai all'asfissia in pochi, brevissimi attimi. 

Oggi sulla lista degli indagati ci sarebbero dieci persone di ben quattro ditte diverse: la Dsm spa proprietaria dell'impianto e tre ditte diverse che svolgevano lavori per lei (la Errichiello, impresa edile per la quale lavoravano gli operai morti, la Rivoira che si occupava della gestione dei gas liberi e una quarta ditta, consulente della Rivoira, che pare avrebbe dovuto effettuare la bonifica della cisterna). La Procura di Santa Maria Capua Vetere va avanti e le famiglie degli operai deceduti chiedono giustizia per i loro congiunti morti sul lavoro - anche se giustizia vorrebbe che nessuno morisse per negligenza del proprio datore di lavoro e "superficialità" nel suo impiego come, presumibilmente, in questo caso. 

In Italia ogni anno ci sono circa 790.000 infortuni, di cui più di mille mortali. Nonostante sia facile sciorinare numeri e statistiche, per qualsiasi politico è inutile e controproducente parlare di flessione della mortalità sul lavoro - sembra che nel 2009 il calo sia stato del 9,7% - perché è palese che tale flessione sia dovuta soprattutto alla riduzione degli occupati e non all'aumento della sicurezza sul lavoro.  Inoltre il fatto che, come sottolineato dall'assessore alla Sicurezza della Regione Umbria, l'incidente di Capua sia per molti versi simile a un altro incidente avvenuto nel 2006 a Campello sul Clitunno - quella volta sono morti quattro operai durante la manutenzione di un silos a causa di un'esplosione - dà la misura di quanto la situazione non stia migliorando affatto, di quanto all'opportunità di seguire i parametri e le norme di sicurezza sul lavoro non sia dato il valore e l'importanza che merita.

Chissà se Tremonti, domani, avrà ancora il coraggio di dire che la 626, la legge sulla sicurezza sul lavoro, è "un lusso che non possiamo permetterci". E chissà se un giorno, finalmente, la maggioranza degli italiani riusciranno a interpretare e capire i dati che vengono forniti sulle statistiche degli incidenti sul lavoro.

 

Sara Santolini

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