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I nostri politici "grassi e sovralimentati" (dai contribuenti)

A Montecitorio, ieri, l'ordine del giorno era uno solo: discutere il progetto di bilancio della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2010. 

Quest'anno la dotazione scenderà a 992.800.000 euro, con una diminuzione del 3%. L'aumento della spesa effettiva sarà però del 1,3%. Senz'altro si tratta di una percentuale molto bassa, ma non bisogna dimenticare che la spesa di gestione delle Camere è salita di circa il 3% ogni anno nell'ultimo decennio - dunque un calo così basso non cambierebbe in ogni caso il tenore di vita delle stesse. La "dotazione" in calo di cui tanto si parla, poi, è semplicemente la cifra di cui lo Stato dota direttamente Montecitorio per le spese interne - alla quale vanno quindi aggiunte le "entrate integrative" (interessi su depositi, contributi e ritenute ai fini della pensione dei deputati, rimborsi dal Parlamento Europeo eccetera). Alla fine la somma che la Camera userà per le proprie spese quest'anno toccherà la cifra di euro 1.732.000.000 (unmiliardosettecentotrentaduemilioni). Non lasciamoci abbindolare dalle percentuali.

Furbamente i deputati hanno redatto il bilancio interno della Camera prima della manovra di luglio, dunque prima di tagliare del 18% le risorse da destinare alle Regioni (cioè i servizi al cittadino) promettendo di abbassare le spese dello Stato centrale del 3% - destando già così dei sospetti di diseguaglianza, vista la sperequazione tra diminuzione di risorse e opportunità per i cittadini. 

Andando a leggere il progetto* si scopre inoltre che l'indennità parlamentare è rimasta invariata. Certo non deve essere costato molta fatica non aumentare - ma nemmeno diminuire - tale voce, visto che tali indennità sono pari a più del doppio di quelle previste negli Usa e quattro volte quelle previste in Norvegia - oltre a essere pari a cinque volte il Pil pro capite.

Allo stesso modo non è aumentata la pensione degli ex deputati - e non dimentichiamo che un ex deputato che accede alla pensione può aver portato a termine anche un solo mandato parlamentare, e dunque aver occupato un posto in Parlamento per soli 5 anni, ottenendo così una pensione "minima": nel loro caso, e solo nel loro, un vitalizio di 2400€. E pensare che le pensioni in media in Italia si aggirano sui 1200€ mensili - e si tratta di persone che hanno lavorato trent'anni in questo Paese, non cinque.

È vero che i deputati quest'anno useranno meno il telefono (-105 mil) e la macchina (-700 mil di pedaggio autostradale) ma spenderanno di più per il trasporto aereo (+600 mil) e ferroviario. Certo non era questo quello che intendevano ottenere le critiche all'enorme numero di auto blu in uso allo Stato.

Ci sono poi altre spese in aumento. Oltre a quelle di segreteria per i gruppi parlamentari (che stanno crescendo di numero), si prevede un aumento di circa un milione di euro per il canale televisivo satellitare e la Webtv della Camera. Inoltre si prevedono 200.000 euro in più, toccando la cifra di 5 milioni e mezzo di euro, per i servizi di ristorazione gestiti da terzi, e un incremento di altri 20.000 euro per altre spese alimentari. I politici mangiano, e non fanno diete, non c'è che dire.

 

Sara Santolini

 

*http://leg16.camera.it/_dati/leg16/lavori/documentiparlamentari/indiceetesti/008/006/progetto.pdf

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