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Se anche la Regina succhia il sangue dei poveri

Anche i ricchi hanno freddo, soprattutto se i costi dell'energia e del riscaldamento raddoppiano.


The Independent ha pubblicato qualche giorno fa una notizia per la quale nel 2004 la regina Elisabetta avrebbe richiesto di usare dei fondi destinati alle classi più povere per il riscaldamento dei palazzi reali*. Di fronte all'emergenza del caro prezzi energia, che, in realtà, attanaglia tutta Europa, un collaboratore reale aveva avuto la bella idea di chiedere di utilizzare 60 milioni di sterline destinate al risparmio energetico, non per pagare le esorbitanti bollette del gas, ma per cambiare quattro caldaie (a Buckingham Palace e nel castello dei Windsor) vecchie che consumavano troppo con altre due a risparmio energetico, più economiche ed efficienti. 

Niente da dire sull'intenzione - il risparmio energetico è un fine largamente condivisibile - quello che lascia perplessi è il mezzo. Non solo perché la regina, oltre ad avere un patrimonio personale di 290 milioni di sterline, riceve 38 milioni di sterline ogni anno per le spese di Casa Reale. Quei fondi che reclamava per il cambio delle caldaie, come sottolineato dal Dipartimento per la Cultura, Media e Sport  al quale la Corona aveva dovuto fare richiesta, erano destinati a scuole, ospedali, case popolari. Insomma la stessa cifra sarebbe andata a beneficio delle classi meno abbienti se usata, come pare sia stato fatto, per programmi di risparmio energetico negli edifici pubblici a loro uso. 

Anche la motivazione che avrebbe fatto desistere la Corona, oltre al fatto di non avere l'ultima parola sulla gestione di tali risorse, è tutt'altro che altruista. Dal ministero infatti si sottolineava che, qualora la notizia di un finanziamento del genere per la casa reale fosse trapelata, la stampa ne avrebbe fatto ampio uso rovinando l'immagine della famiglia reale. 

La regina si comporta, insomma, come un Robin Hood al contrario: vuole togliere ai poveri per dare ai ricchi. Si tratta di un leit motiv che conosciamo bene, dalle nostre parti.

Per quanto attiene all'Italia, infatti, nell'ultimo anno sono stati tagliati fondi a tutti i servizi di questo Paese. È stata tolta la benzina alle forze di polizia, i supplenti, i colori, le lavagne alle scuole pubbliche. È stata tolta ai giovani ogni speranza di avere una pensione a un'età nella quale sia possibile per loro "godersela", nel caso ci arrivino mai. Sono stati tolti i finanziamenti ai parchi ambientali, alla sanità, agli aumenti degli stipendi.

In Italia, in tempi di manovra finanziaria di "lacrime e sangue", l'unica a spesa a subire un aumento è stata quella per la gestione dei palazzi delle Camere. Ma insomma, a quanto pare dalle notizie britanniche, tali tagli hanno "il sangue blu". 

Sara Santolini


*sul sito di The Independent è liberamente consultabile anche la richiesta reale per l'uso dei fondi all'interno dell'articolo al link (http://www.independent.co.uk/news/uk/home-news/queen-tried-to-use-state-poverty-fund-to-heat-buckingham-palace-2088179.html)

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