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Dove li troviamo 130 miliardi con Ue e Fmi sul collo?

Tempi neri, Ue e Fmi incombono sulle macerie. Con la mannaia.


Dall'Europa e dall'FMI arrivano notizie affatto buone in materia economica. Il che non è inaspettato, naturalmente, ma appare, inesorabilmente, che si inizi a verificare in rapida sequenza ciò che era facile prevedere (e lo avevamo fatto) semplicemente guardando i dati e facendo un paio di proiezioni senza ipocrisie.

Ci sono molte cose da dire. Prendiamo due argomenti su tutti ma soprattutto cerchiamo di fare una panoramica generale. Le notizie sono la creazione di un nuovo organismo di controllo da parte del Fondo Monetario Internazionale e l'istituzione di una nuova tassa europea per i Paesi che non riusciranno a rientrare nei parametri del Patto di Stabilità.

La prima riguarda il fatto che i 15 paesi membri del G20 più altri (in totale 25) - ovvero il 90% della finanza mondiale - riceveranno presto una visita da parte di ispettori dell'FMI, che andranno in giro a verificare che le cose siano a posto (su quali basi e con quali criteri è da vedere) per, come dichiarato, "evitare grandi crisi". Naturalmente nella grande crisi siamo già impelagati, ma il punto è che queste ispezioni, obbligatorie, andranno a scartabellare nei conti dei vari paesi, con quello che ne consegue. Inutile aggiungere qualcosa in merito a ciò che verrà fuori controllando i conti italiani.

La seconda notizia riguarda invece la ristrutturazione dei conti: chi non rispetterà il Patto di Stabilità, in particolare i paesi con un rapporto deficit/pil superiore al 60%, dovranno tagliare l'eccesso di debito di almeno un ventesimo all'anno, pena il pagamento di una multa. Chi è in crisi, insomma, pagherà ulteriormente. Ricordiamo, solo di passaggio, che l'Italia ha un tale rapporto, al momento, del 116% (il più alto d'Europa): il che significa, per noi, un taglio di 8 punti percentuale all'anno, ovvero circa 130 miliardi in tre anni. A Tremonti tremano le gambe. A tutti gli italiani ancora di più, visto che sarebbero quelli - direttamente o indirettamente - a dover subire il salasso. Dove li trova, Tremonti, 130 miliardi?

Solo oggi si sapranno i dettagli di tale piano, ma la direzione è già chiara.

Tutto questo avviene mentre la Grecia si trova nella situazione che sappiamo, Portogallo e Irlanda sono veramente alla canna del gas (e la Spagna segue a ruota). L'Italia gira in un limbo (politico, amministrativo, economico e culturale) capace solo, per ora, di far aumentare i nostri debiti.

Inutile dire che tale, eventuale (eventuale?) multa comminata dalla Ue sarà riversata per intero sui cittadini. Le sanzioni, pare, saranno non solo monetarie (tagli ai fondi per lo sviluppo e sussidi agricoli) ma anche di carattere politico: si parla della sospensione del diritto di voto nel Consiglio dei Ministri dell'Unione. 

Il criterio è semplice: sei in crisi, non hai i soldi a posto? Bene, ti tagliamo denaro e diritti. Non conti più nulla se non torni a posto. Solo che a posto, come i lettori del Ribelle sanno, non si può tornare, perché è la stessa spirale ipnotica e soffocante del debito (perdita della sovranità monetaria) ad innescare i problemi principali, che poi ne generano altri e altri ancora. Ciò che conta, per ora, è seguire la parabola della direzione che avevamo (e non solo noi, ci mancherebbe, ma certamente non i media di massa) indicato: buchi in bilancio, crescita del debito pubblico, aumento di tasse e riduzione dei servizi, aumento ulteriore del debito e così via.

Per arrivare dove? Basta gettare un occhio dalle parti della Grecia e degli altri Paesi che abbiamo citato. Il tutto condito, a livello ancora più generale, da alcune operazioni non ortodosse da parte della BCE (sempre per rimanere al nostro caso) la quale sta facendo ormai qualcosa di molto simile a ciò che compie la Fed da almeno tre anni, con i risultati (americani) che sappiamo. Ma di questo parleremo domani. Vedremo oggi, intanto, se tale norma della Ue passerà, e come.

 

Valerio Lo Monaco

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