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Il "Faraone" Bonanini e la solita storia. Stavolta alle Cinque Terre

Falso, concussione, truffa ai danni dello Stato. Stessa storia, cambiano solo le facce. Metastasi ovunque di una Italia decadente.


La musica è sempre la stessa. E anche le facce dei politici, falsamente sbigottite e incredule, sono sempre le stesse di fronte ai molteplici episodi di indagine della Procura della Repubblica che vanno a smuovere, e spesso a scoprire, episodi di corruzione, concussione e sfruttamento del territorio che chi ne ha la possibilità, perché eletto o nominato a qualsiasi grado del potere, non esita a usare a proprio vantaggio.  

L'ultima storia - solo in ordine di tempo - è quella del Parco delle Cinque Terre. Ieri il presidente del parco, Franco Bonanini, è stato arrestato. Il "Faraone", come viene chiamato ironicamente da chi gli attribuisce una politica calata dall'alto e scarsamente attenta alla tutela ambientale - ma che si merita tale soprannome anche solo perché è alla guida dell'Ente Parco delle Cinque Terre dalla sua costituzione nel 1999 - è finito in carcere in buona compagnia (assieme anche al sindaco di Riomaggiore, Gianluca Pasini) per concussione, falso, abuso d'ufficio, truffa ai danno dello Stato. Guarda caso il fulcro dell'indagine è un argomento che, soprattutto in un area dichiarata patrimonio dell'Unesco come il parco nazionale delle Cinque Terre, è particolarmente delicato: l'edilizia. Il centro del ciclone sono i rapporti tra professionisti privati e uffici comunali per le pratiche edilizie, appunto, nella zona. 

Il Parco nazionale delle Cinque Terre è già un territorio segnato da casi di speculazione edilizia, il più famoso tra i quali è il Villaggio Europa, la carcassa fatiscente di un villaggio turistico costruito abusivamente e successivamente chiuso*. Nonostante ciò Bonanini è un personaggio apprezzato da più parti proprio per la gestione del parco delle Cinque Terre. Soprattutto da personaggi della politica, ovviamente. Dalla Prestigiacomo, Ministro dell'Ambiente, che non vede l'ora di privatizzare tutto il privatizzabile tra parchi e bellezze naturalistiche d'Italia. Da Realacci, responsabile "Green economy" del Pd - e suo amico personale. Ma Bonanini è anche uno dei trombati della politica lasciato a dirigere un parco italiano vita natural durante (ne abbiamo parlato qui). In particolare, nel luglio 2009 è stato proclamato eurodeputato e subito dopo scalzato da un "collega", un altro esponente del suo stesso partito, che, grazie al ricorso presentato dal partito stesso, è stato eletto parlamentare europeo al posto suo. A torto o a ragione il Pd ha in pratica presentato un ricorso contro un suo candidato a favore di un altro, a dimostrazione che un nome vale più di un partito. Stavolta, però, a mettere i bastoni tra le ruote alla carriera politica di Bonanini, non è stato il partito. Dietro l'avvio delle indagini a suo carico ci sarebbero state delle lettere anonime. Lettere che hanno spinto la procura a effettuare delle perquisizioni negli uffici del comune di Riomaggiore e dell'ente Parco delle Cinque Terre e poi a mettere insieme le prove che avrebbero portato al suo arresto.

In realtà la situazione era già rovente da un po'. La signora Bonanini e la cognata del Presidente avevano querelato per diffamazione alcuni consiglieri comunali di opposizione del comune di Riomaggiore, suscitando l'indignata protesta dell'Osservatorio europeo sulle Cinque Terre che considera la vicenda come una di storia di una critica politica trattata come un attacco personale. I consiglieri avevano infatti criticato l'amministrazione comunale attraverso un sito dedicato al comune (http://www.perriomaggiore.com/), palesando i propri sospetti di "nepotismo, favoritismo, privilegio" in un atto della commissione edilizia che riguardava, appunto, le due donne del Bonanini. Sembra una storia d'onore, di quelle da film in costume, e invece accade ora, nel 2010. Sembra che a Riomaggiore affari di famiglia e politica siano così commisti che Bonanini è il faraone, gli altri membri della famiglia la corte e tutti quelli che gli girano intorno semplici clientes.

 

Sara Santolini

 

*Il Villaggio Europa chiuse non solo a causa della riduzione della spiaggia sottostante ma per mancanza di impianti fognari, rete idrica e messa in sicurezza delle strutture. Successivamente alla chiusura per questo "ecomostro" è stata avviata una procedura di condono che sembrava non potesse mai giungere a termine, visto che si trova in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico e che il Tar regionale e il Consiglio di Stato hanno già respinto la proposta di ricostruzione di un nuovo Villaggio sulle ceneri del vecchio. Al momento si spera che la situazione non cambi, nonostante la sanatoria catastale inclusa nella manovra finanziaria del 2010 riguardi anche gli immobili costruiti o ampliati in aree sottoposte a vincolo paesaggistico. 

La Rive Gauche

Secondo i quotidiani del 29/09/2010