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Padre e madre? Non ditelo più

In arrivo la nuova, delirante disciplina sui passaporti USA. Per non discriminare le coppie omosessuali, si adotta la dicitura “genitore 1” e “genitore 2” 

di Ferdinando Menconi 

Il delirio politically correct ogni volta che sembra avere toccato il fondo riesce scavare sempre più in basso: dopo la cancellazione del temine nigger* da un grande classico della letteratura americana, adesso dai passaporti USA stanno per scomparire padre e madre, termini discriminatori ed offensivi.

Che il sistema familiare sia sempre più in confusione è un dato di fatto, e non parliamo della cosiddetta famiglia allargata che, in fondo, era presente in Europa fin dai tempi della Roma repubblicana ed imperiale, ma che, per rispettare false paternità e maternità, si debbano cancellare questi concetti è delirante ed offensivo verso la natura che, per la nostra specie, ha previsto la riproduzione sessuata.

Non si vuole qui mettere in discussione il diritto degli omosessuali a formare coppie legittime e giuridicamente tutelate, anzi non si vuole neppure entrare nel merito, anche se sul diritto di adozione nutriamo forti dubbi, ma solo evidenziare il ridicolo cui si è giunti arrivando a stabilire per legge che sui passaporti USA, dall’11 febbraio prossimo, sia riportato genitore 1e 2 anziché padre e madre, come se paternità e maternità offendano in sé chi non può, o non vuole, accedervi.

Certo là dove è possibile che una coppia omosessuale “abbia” figli sarebbe difficile, e ridicolo, stabilire per legge chi è il padre e chi la madre, salvo il caso in cui uno dei due partner abbia adottato il figlio naturale dell’altro. Ma perché si deve impedire che una coppia etero possa vedersi riconosciuto il ruolo naturale di padre o madre, anche quando abbia adottato il figlio? Perché il vedere riconosciuto un discutibile diritto, quello dell’adozione per omosessuali, deve implicare la perdita di un altro: quello di essere padre e madre e non genitore 1 e 2? Con questa ultima sparata del politicamente corretto abbiamo veramente superato l’ultimo tabù: se l’essere riconosciuti padre e madre è offensivo per alcuni, abbiamo stabilito che è la natura stessa ad essere offensiva.

Quale sarà il prossimo passo? Mettere la natura fuorilegge? Dovremo forse riformarla e non solo adattarla alle nostre esigenze, perché questa è cosa che anche altre specie, prive di moralità, riescono a fare? Nuovo compito dell’uomo è quindi di imporre una  “moralità” burocratica alla natura, che continua a comportarsi in maniera offensiva ignorando tutti gli appelli al politicamente corretto? Questo non solo è delirio ma è delirio di onnipotenza: inutile stupirsi se poi la gente va fuori di testa e ogni giorno abbiamo almeno un nuovo potenziale caso per l’audience dei plastici.

Non sarebbe forse il caso di ritornare a quando la natura era “la morale” e studiarci più da un punto di vista etologico anziché snaturarci con equilibrismi psicanalitici? Certo abbiamo abbandonato la morale delle natura da molti secoli, ben da prima della rivoluzione industriale, ma sembra che ora siamo veramente all’ultima chance per recuperarla, perchè è inutile fare un qualsiasi discorso ecologista o ambientalista quando si è arrivati a cancellare il fondamento naturale dell’umanità: quello di avere un padre e una madre. Come si può chiedere il rispetto della natura ai figli di genitori 1 e 2, che dalla natura stessa si sentono offesi?

Ferdinando Menconi

 

*in questo articolo

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