Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Ecatombe di animali. Tutto normale?

Le versioni ufficiali sono rassicuranti fino all’indifferenza. Quelle alternative rischiano di cedere alla tentazione del complottismo. Ma i dubbi rimangono, insieme alla certezza della devastazione ambientale

di Massimo Frattin

La sequenza degli episodi è impressionante: in pochi giorni di questo 2011 migliaia di merli sono caduti morti dal cielo a Beebee in Arkansas, 500 in Louisiana, centinaia di storni e pettirossi senza vita sono sparsi qua e là tra i cortili della città a Gilbertsville, nel Kentucky; e poi un centinaio di taccole a Falkoeping in Svezia, centinaia di tortore a Faenza; ma anche due milioni di pesci tamburo a Cheasapeake Bay in Maryland, una moria di centinaia di pesci in Nuova Zelanda; in Vietnam si ha notizia della morte di 150 tonnellate di tilapia rossa; in Brasile, vicino alle coste di Paranaguà, si sono arenate almeno 100 tonnellate di sardine, ombrine e pesci gatto; dall’Inghilterra arriva la notizia di oltre 40mila granchi senza vita sulle spiagge del Kent.

Decessi in massa di animali, spesso mono specie, che andrebbero spiegati, e non solo registrati tra le notizie. Secondo Lee Ann White, specialista di malattie che colpiscono la fauna selvatica, questi eventi non sono infrequenti né strani. E spiega che negli ultimi otto mesi il Servizio Geologico USA ne ha registrati 95 nei soli Stati Uniti, concernenti tra l’altro migliaia di anatre, di salamandre, di pipistrelli e di uccelli di varie specie. 

Tuttavia gli episodi di questo inizio anno, per somiglianza, inspiegabilità e vicinanza degli eventi lasciano più di qualche ombra. E le spiegazioni fornite dalla comunità scientifica non aiutano a chiarire, oscillando da una sostanziale indifferenza (cose che succedono, non c’è nulla di cui preoccuparsi) a motivazioni che offrono il fianco a molte perplessità. Secondo alcuni esperti, infatti, le migliaia di morti di volatili in Louisiana sarebbero dovute allo spavento per i botti dei fuochi artificiali (che pare abbiano traumatizzato solo i merli però: le altre specie ornitologiche devono essere più toste); per le tortore di Faenza si è attribuita la moria a un’indigestione: hanno mangiato troppo, anche se non si spiega perché; i milioni di pesci collassati all’improvviso in Maryland hanno subito uno shock termico. E via così.

Ulteriori stranezze sollevano poi montagne di dubbi: perché le taccole di Faenza avevano la gola blu? È un effetto collaterale dell’indigestione? E, soprattutto, perché negli Stati Uniti i corpi dei volatili sono stati raccolti da militari con protezioni specifiche? Jeff Drennan, un abitante di Beebe intervistato da Fox News, non nasconde le sue paure: «Vanno in giro a raccoglierli [gli uccelli] con tute speciali, maschere e attrezzatura di ogni genere. I bambini giocano qui fuori e mi domando se sono al sicuro». Qualcuno ha chiamato in causa il famigerato HAARP. La sigla è l’acronimo per High Frequency Active Auroral Research Program, un'installazione civile e militare sita a Gakona, in Alaska, per la ricerca scientifica sugli strati alti dell'atmosfera e della ionosfera e costituita da 180 antenne, disposte in 15 colonne da 12 file, con una potenza trasmittente di 3.600 kw.  Apparentemente si tratta di ricerca scientifica, ma questa struttura, definita dalle autorità statunitensi “civile e militare”, è finita già dal 1998 sotto la lente dell’Unione Europea, e segnatamente della Commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori.  

Nella sua relazione, l’ on. Maj Britt Theorin scrive «Lo HAARP può essere impiegato per molti scopi. Manipolando le proprietà elettriche dell'atmosfera si diventa in grado di porre sotto controllo forze immani. Facendovi ricorso quale arma militare, le conseguenze potrebbero essere devastanti per il nemico. Attraverso HAARP è possibile convogliare in una zona prestabilita energia milioni di volte più intensa di quella che sarebbe possibile inviare con qualsiasi altro trasmettitore tradizionale. (...) A causa delle sue notevoli ripercussioni sull'ambiente, HAARP è una questione che riguarda tutto il mondo e bisogna anche chiedersi se i vantaggi di sistemi del genere controbilancino effettivamente i rischi. Le conseguenze ecologiche ed etiche vanno analizzate approfonditamente prima di qualsiasi altra ricerca e sperimentazione. HAARP è un progetto quasi totalmente sconosciuto all'opinione pubblica, ed è importante aumentare la consapevolezza di quest'ultima in proposito. (...) HAARP è il proseguimento di cinquant'anni di ricerca spaziale intensiva di chiaro stampo militare, portata avanti anche nel quadro delle "guerre stellari" per il controllo delle fasce più alte dell'atmosfera e delle comunicazioni. Tale ricerca va considerata seriamente nociva per l'ambiente, con conseguenze incalcolabili per la vita umana. Nessuno è oggi in grado di dire con sicurezza quali possono essere le conseguenze di HAARP». 

Ovviamente, pur invitati dalla commissione europea a fornire spiegazioni al riguardo, né i rappresentanti degli Usa, né quelli di Haarp si sono presentati. Inoltre, nel 2002, ben 220 parlamentari della Duma di Mosca avevano indirizzato all’ONU un appello per la messa al bando di questi esperimenti elettromagnetici. Che invece hanno continuato a proliferare. Attuali installazioni di Haarp si trovano infatti anche in Perù, Puerto Rico, Brasile, Australia, Norvegia, Inghilterra, Russia, Giappone. L’unico continente che ne è privo è l’Africa, che è anche l’unico da cui non siano pervenute segnalazioni di morie di massa di animali. 

Ora, senza voler trarre conclusioni tutte da dimostrare, e senza voler adombrare temi fantascientifici o seguire teorie cospirative, una cosa ci sembra fuori di dubbio ed è particolarmente allarmante: la totale nonchalance con la quale parecchie voci autorevoli minimizzano le morie di massa di animali di questi giorni, presentandole  come assolutamente normali. Addirittura, uno dei motivi per accantonarle senza sforzo, è costituito dal fatto che nei soli Usa ci sarebbero ogni anno ben 163 eventi di questo tipo. Milioni di animali che muoiono per il solo fatto di entrare in contatto con un sistema naturale alterato dall’intervento umano. Ecco, già solo questo invece, e indipendentemente dal tipo di alterazione, ci sembra tragico.

Massimo Frattin

 

Profitti a tutto packaging

L'ETA annuncia il cessate il fuoco