Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

La stella di Marchionne

Su un muro compare il marchio delle BR, vicino a una scritta contro l’ad Fiat, e si grida al ritorno del terrorismo. Per demonizzare la protesta contro gli accordi di Pomigliano e Mirafiori

di Ferdinando Menconi 

Agenzie e media di regime hanno dato una enorme, quanto ingiustificata, enfasi alla “stella a cinque punte” apparsa accanto a scritte contro Marchionne, quando la notizia in realtà avrebbe dovuto essere che molto poche erano state le scritte contro l’uomo che, con la complicità di governo e opposizione, sta calpestando i diritti basilari dei lavoratori e insultando una nazione che ha pagato per decenni i conti fallimentari delle continue scelte industriali sbagliate dei dirigenti FIAT.  

Invece: tutti allineati a seminare il terrore per questa “stella a cinque punte”, apparsa di fianco alle scandalose e ingiustificate scritte, per far strumentalmente credere che ci sia una reale minaccia di rigurgiti di terrorismo quando, invece, era, palesemente, stata solo rabbia impotente a spingere al graffito. Anche perché, ammesso esista ancora una possibilità di rinascita delle BR, la “stella a cinque punte” sarebbe apparsa su un volantino, e non sui muri, a rivendicare l’attentato, non certo ad annunciarlo mettendo cosi sul chi vive il bersaglio, così almeno funzionava ai tempi in cui i padroni ci pensavano due volte prima di fottere i lavoratori.

Che le scritte non avessero alcun significato specifico era fin troppo chiaro, anche se ai tempi dell’ignoranza Sanfedeista l’intelligenza non può essere data tanto per scontata, così come era palese non nascondessero alcun pericolo. Ma, allora, perché è stata loro data tutta questa enfasi? Semplice anche questo. Un minimo di coscienza, ma solo un minimo per ora, sta rinascendo in questo paese: l’arroganza di Marchionne ha passato il segno anche per il popolino da Yara e Sarah, quindi diviene fondamentale veicolare il messaggio che chi è contro Marchionne non solo è comunista, come chi è contro il premier, ma addirittura è brigatista. 

Questo è il modo in cui i media di regime iniziano a orchestrare una campagna subliminale che porti la gente a pensare che chiunque sia un nemico degli accordi, e ci vuole faccia tosta chiamare accordi un ricatto, sia una amico del terrorismo, così da far accettare, se non addirittura condividere, l’inaccettabile. Viene quasi nostalgia del fascismo di Salò che la Fiat la sottopose al regime della socializzazione, anche se non riuscì mai ad applicare il provvedimento, che peraltro fu immediatamente abrogato al contrario delle legge razziali: erano meno pericolose per il capitale padano.

Se le BR non ci sono si inventano, quando serve al padronato, e tutti se la bevono, ma cosa aspettarsi in un paese dove il povero Montezemolo si lamenta, impunemente, che nessun politico difenda le classi produttive e dei rigurgiti di neostatalismo, neppure più di comunismo, come ridicolmente lamenta il Cavaliere per conservare il suo seguito di Sanfedeisti? Neostatalismo che secondo LucaLuca, incredibile dictu, sarebbe sostenuto da Lega e Tremonti: saremmo veramente alle comiche finali, se la cosa non fosse dannatamente seria. Nel 2005, del resto, Montezemolo aveva agitato lo spauracchio di un presunto neosocialismo. Siamo al punto che anche il socialismo, non la sua parodia craxiana, è diventato un crimine, così come ogni rivendicazione di giustizia sociale: sembra quasi che anche da noi, come in Pakistan, ci sia una legge contro la blasfemia, solo che il nuovo dio è il liberismo e Marchionne, con Montezemolo, è il suo profeta.

A fronte di queste offese a un popolo messo in ginocchio dalla crisi, che però non c’è e quindi deve spendere per produzioni delocalizzate a marchio Italia i soldi che non ha, a una classe media sempre più indebolita, e che solo ora vede i risultati della sciagurata marcia dei 40.000, la vera notizia che deve stupire è che: esistono solo velleitarie stelle sui muri e non un movimento molto più violento e, soprattutto, più diffuso delle azioni isolate ed elitiste delle, ormai definitivamente sepolte, Brigate Rosse. 

Ferdinando Menconi

FIAT. Il futuro non è qui

Secondo i quotidiani del 11/01/2011