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L’ACI, in versione Brambilla

Dalla vigilanza sull’ente all’occupazione sistematica dei posti di comando. E adesso anche il controllo della Sias, la società che gestisce i Gran Premi di Formula Uno

di Sara Santolini

A luglio dell’anno scorso la Brambilla (ne abbiamo parlato qui) ha letteralmente scalato l’Aci. Dopo il commissariamento il ministro era riuscito a far nominare commissario Eros Maggioni, il suo compagno, e decidere chi doveva succedergli con lo stratagemma, nemmeno tanto fine, di non ammettere l'unica altra lista in gara per "vizi di forma". La lista eletta, inoltre, era formata da personaggi vicini alla politica – e al Presidente del Consiglio. In questo modo la Brambilla e i suoi uomini controllano da allora l’Aci, l'unica autorità nazionale in Italia per lo sport automobilistico. L’associazione, tra le altre cose, gestisce il Gran Premio d'Italia a Monza che, da solo, vale 50 milioni di euro. 

Ieri la Lista per la Trasparenza, che era stata esclusa dalle elezioni di luglio 2010 e che per questo si era già rivolta alla magistratura, ha presentato un atto di diffida alle Procure di Roma, Milano e Monza, contro il ministro Michela Vittoria Brambilla, in quanto responsabile del Ministero che vigila (sic) sull'Aci, il presidente dell'Aci Enrico Gelpi, il segretario generale Ascanio Rozzera, il presidente eletto dell'Aci Milano, Carlo Edoardo Valli, il direttore di Aci Milano, Fabrizio Turci e tutti i componenti della “lista Brambilla”. A questi nomi si aggiungerebbero quelli dei tre componenti del Cda di Sias, la società controllata da Aci Milano (Pierfausto Giuliani, Guaitamacchi e Mazzo) che gestisce il Gp di Formula1.

La diffida prende le mosse dal Decreto legge 31 maggio 2010 n. 78 recante “misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e competitività economica" e in forza del quale il consiglio direttivo avrebbe dovuto essere ridotto a 5 persone. Disposizione mai eseguita. Anzi, come si legge nell’atto di diffida, il consiglio, al completo, avrebbe «continuato a deliberare ed a svolgere la sua attività, emanando tutta una serie di delibere ex lege nulle, non da ultima la importantissima delibera di nomina del nuovo consiglio d'amministrazione della Sias, società con competenza sull'Autodromo di Monza e sul Gran Premio di Formula Uno».

Questa nomina, in particolare, è l’ultimo atto della scalata all’Aci e, quindi, della strategia mirata al controllo del Gp in Italia. La Sias, la società che gestisce l’autodromo di Monza e quindi il Gp di F1, ha subìto un trattamento simile a quello dell’Aci: la Brambilla ha inserito anche lì i suoi fedelissimi. Dal consiglio d’amministrazione sono stati esclusi sia il Comune di Milano, concessionario e comproprietario delle aree del Gp di Monza, sia i rappresentanti della Regione, ma sono riusciti a trovare posto Pierfausto Giuliani, Fabrizio Turci, Michele Nappi, Pietro Mazzo (che già faceva parte del cda). Come presidente, infine, è stato nominato Paolo Guaitamacchi, che sembra sia stato segnalato dal ministro La Russa. 

Con le nomine alla Sias la “cordata Brambilla” ha definitivamente messo le mani sull'Aci Milano e la società che controlla il business legato al Gp, i contratti per le sponsorizzazioni, gli appalti per la manutenzione degli impianti, la partita delle sinergie con l'eventuale Gran Premio di Roma che, pare, si farà. L’Aci, in ogni caso, è favorevole. Non sia mai che si lasci scappare la possibilità di muovere qualche ulteriore decina di milioni di euro.

Sara Santolini 

 

Bolle immobiliari. C’è n’è una pure in Cina

Secondo i quotidiani del 13/01/2011