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Ce l’avete presente, la catena di montaggio?

Iniziativa azzeccata della Fiom: portare nel cuore di Milano, a due passi dal Duomo, la simulazione del lavoro in serie. Per far capire a tutti quanto sia duro e stressante

di Massimo Frattin

In attesa dello sciopero generale di domani, 28 gennaio, la Fiom lombarda ha allestito una vera e propria catena di montaggio in Piazza dei Mercanti a Milano. Si tratta di una sorta di gazebo che ospita una simulazione di linea di lavoro con tanto di rumori di fondo per portare a conoscenza della gente una realtà forse nota ai più solo per sentito dire.

Proprio per questo il segretario della Fiom regionale, Mirco Rota, ha invitato Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, e il sindaco Letizia Moratti a provare di persona cosa significhi l’attività di linea, «anche se credo che si farebbero male perché non sono abituati a questo genere di lavoro», ha aggiunto. La scelta di sensibilizzare l’opinione pubblica con l’allestimento di questo “luogo di lavoro aperto a tutti” non ha certo solo valenza coreografica a corollario della grande manifestazione di domani. L’intento vuole essere anche quello di riportare in primo piano la fatica e la dignità del lavorare, questioni che restano spesso marginali, soffocate come sono dall’enfasi posta sul profitto, sui dividendi e sui guadagni delle varie dirigenze rispetto a chi quotidianamente vive sulla propria pelle sforzi e stress.

«Ricostruiamo in piazza un segmento di catena di montaggio - spiega Maria Sciancati, segretario generale della Fiom milanese - per far provare a tutti, anche solo per qualche minuto, cosa significa lavorare per otto e più ore al giorno, per cinque e più giorni alla settimana, per anni, facendo movimenti sempre uguali scanditi dal ritmo dalla macchina».

Da questo punto di vista si capisce come l’appello della Fiom per lo sciopero generale di domani sia stato raccolto dai Cobas e sia fatto proprio da altre categorie e settori, pronti alla discesa in piazza per rivendicare un lavoro fatto anche di diritti e dignità, non di ricatti e umiliazioni. Un lavoro fatto di persone con una storia, una famiglia, un decoro, e non di automi pronti a essere soppiantati da chiunque costi un po’ meno.

Un invito che era venuto anche dal battagliero segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, già un mese fa, probabilmente origine dell’idea della linea di montaggio in piazza. A chi gli chiedeva infatti un commento sulla posizione di alcuni membri del Pd in merito alla vicenda Mirafiori, Landini aveva risposto in termini inequivocabili: «È legittimo che ognuno esprima il suo pensiero. Ma sarebbe utile che la politica prima di parlare di certe situazioni provasse a fare lo sforzo di mettersi nel punto di vista di chi deve lavorare, a mettersi nei panni di chi sta nelle catene di montaggio in certe condizioni, senza diritti e sotto ricatto per 1.300 euro al mese». 

Intanto, chi ha voluto intraprendere la strada del ricatto tout court, mascherato da mantenimento del posto di lavoro, ha dovuto incassare nei giorni scorsi un’altra batosta passata per lo più in sordina: nella vicina Croazia, le vendite Fiat sono precipitate portando la casa torinese all’ultimo posto per le vendite nello stato balcanico. Sarà invece pienamente operativa per il giorno dello sciopero generale la linea di Piazza dei Mercanti, preludio a una risposta di lavoratori, studenti e cittadini che si attende massiccia. 

Alcuni dipendenti, per pura solidarietà, hanno lanciato un’idea innovativa: dedicheranno la giornata a donare il sangue, per potere – usufruendo del previsto diritto di legge ad assentarsi dal lavoro – essere in piazza a protestare insieme non già a propri colleghi, ma semplicemente ad altre persone che lavorano. «Se tutti facessero come noi, scrivono in una lettera a Micromega, inventeremmo il “Primo Sciopero Generale fai da te” che si sia mai fatto in Italia.»

Una manifestazione che peraltro costituirà un’utile cartina di tornasole per molte riflessioni e che vedrà coinvolte, prima dell’intervento di chiusura di Maurizio Landini, molte personalità di spicco, tra cui anche don Gallo e Gino Strada.

Massimo Frattin

 

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