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Narcisismo no problem

Finora era considerato una patologia. Adesso l'American Psychiatric Association medita di ridurlo a un tratto del carattere, visto che il fenomeno dilaga (e il business prospera)

di Ferdinando Menconi

Nella visione greca classica, che pur aveva il culto della bellezza, fin quasi ad ergerla a valore morale, Narciso era un personaggio gretto, un mito negativo e non certo un eroe da prendere ad esempio: la “vanità” legittima dell’uomo doveva risiedere in altro, non certo nell’innamorarsi così ossessivamente di se stessi da morire annegati cercando di abbracciare la propria immagine riflessa nell’acqua.

Questa interpretazione dell’esemplarità del mito è rimasta radicata fino ad oggi, al punto di far giustamente considerare il narcisismo un disturbo della personalità rilevante dal punto di vista psichiatrico. Ma rischia di non essere più così: l'American Psychiatric Association sta valutando di “declassare” il narcisismo da malattia mentale a sé a eventuale tratto di un disagio mentale più grande. Le basi scientifiche sono solidissime: visto che è un comportamento sempre più diffuso, non è più da considerarsi patologico. Il contrario di quello che insegnava la mamma: se tutti si buttano al fiume lo fai anche tu? Secondo gli psichiatri la mamma aveva torto. Se tutti si buttano al fiume vuole dire che normale, e quindi giusto. 

Meno male che la medicina del corpo non arriva anche a dire che, durante i picchi influenzali, lo stato febbrile è così diffuso che non può più essere considerato malattia: al posto del vaccino antinfluenzale ci inietterebbero l’influenza, se rimasti sani. I medici del corpo sembrano avere più buon senso dei pretesi medici della mente: avrebbero già lanciato un allarme per pandemia narcisista, e stavolta avrebbero avuto ragione.

Se una malattia mentale è così diffusa da essere diventata un comportamento dominante, non vorrà piuttosto dire che è la società ad essere malata, così malata da istigare le persone ad assumere comportamenti devianti, oltre il limite della patologia e della malattia mentale? Che “tutti” tengano un comportamento negativo non significa che questo sia il comportamento corretto: sarebbe come dire, trasferito sul piano del diritto, che, vista la diffusione della corruzione in politica, questa sia la condotta lecita; e chi afferma il contrario fa parte del complotto dei Torquemada del pool di Milano. 

In effetti, però, ci siamo quasi, visto come vengono “puniti” elettoralmente i comportamenti illeciti della classe politica, ma sul piano psichiatrico il “quasi” sta per svanire: nella prossima edizione del Dsm (Diagnostic Statistical Manual), manuale che definisce i principali problemi psichiatrici probabilmente il narcisista non sarà più un malato di mente, parola di strizzacervelli. 

D’altronde, come avrebbe potuto continuare ad esserlo? Con che diritto insinuare che siano malati gli uomini over 35 che spendono in microinterventi facciali più delle donne, le quali comunque spendono troppo pure loro in chirurgia estetica, da non confondersi con quella chirurgia plastica che ha ben altra dignità? Sostenere che questi Narcisi non siano normali sarebbe un ingiustificabile attacco al business della cosmesi. Come si può continuare a dire che chi butta soldi in creme e cremine, molto spesso inefficaci, sia un demente, oltre che un vanesio? Questo, poi, in un panorama di comunicazione dove dominano programmi tipo “uomini e donne” – dove di Uomini o Donne se ne vedono pochini – ma che fa da esempio obbligatorio su come devono essere i pupazzi ambosessi nella nostra società.

Certo un po’ di vanità è connaturata all’uomo, non c’è niente di male nel voler piacere o piacersi. Non vogliamo certo essere dei tristi Savonarola, che poi , a suo modo, era più vanitoso del de’ Medici. Chi vuol esser lieto sia, anche quando giovinezza è fuggita, ma esistono dei limiti di dignità e sanità mentale, che sono quelli che distinguono una mens sana, quella che ha bisogno di un corpore sano e non di un corpore artefatto, da una mente malata: il narcisismo non è la normalità ma è l’anormalità di (de)menti che riflettono una società profondamente malata.

Ferdinando Menconi

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