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Il tronista ad Avetrana. E dovremmo indignarci?

Gli stessi media che per mesi e mesi hanno speculato sulla morte di Sarah Scazzi adesso si scandalizzano della piccola speculazione locale. Anzi, fanno finta

di Ferdinando Menconi

Dov’è lo scandalo nel calendario del tronista sui fatti di Avetrana? Perché si fa finta di indignarsi della mercificazione mediatica solo ora, quando ci si è scannati a colpi di auditel fra plastici e attacchi ai pullman dell’orrore fino a ieri? “Fino a ieri”, questo è il “vero” problema di Avetrana: oggi è arrivata Yara a oscurare Sarah ed abbiamo un nuovo “orrore” da sbattere in prima pagina (solo Mentana lo posiziona al posto che merita all’interno del suo telegiornale). Come fare quindi per tenere alta l’attenzione?

Certo il “tronismo” è volgare, ma lo è a prescindere dal suo collegamento ad un fatto di efferata cronaca nera. Se non si accetta questo “a prescindere”, e lo si combatte e schifa in quanto tale, bisogna accettare che il calendario dei cagnolini è la normale conclusione per un fatto di nera scelto fra mille per essere “il” fatto di nera su cui imperniare la tv delle lacrime. Per come è stato mediaticamente impostato il caso Scazzi, dai telegiornali sedicenti seri fino alle telepredicatrici della domenica, è giusto che sia finito così. Peccato solo per il fratello di Sarah, che non è appetibile per Mora tanto quanto lo fu Aziz di Erba per Corona: avrebbe potuto svoltare la vita sul cadavere della sorella.

Disgustoso? Indubbiamente, ma questa è solo la punta dell’iceberg dell’inebetimento collettivo, perchè se a Lele il fratello fosse piaciuto la cosa sarebbe stata messa in maniera da farla digerire, alle masse del gossip e delle telelacrime, come cosa buona e giusta. Avetrana è in calo, quindi si orchestra lo “scandalo” e gli si dà ampio risalto con finto sdegno: il fratello non andrà bene, ma per il tronista è pubblicità che lo porterà in tv, da accusato, forse, che però, in virtù della visibilità acquisita, sarà assolto, salvando la “pubblica morale televisiva” e gli interessi di agenti e sponsor.

Rifiutiamo di unirci ai toni indignati: il calendario del tronista, che sapientemente è di beneficenza per i soliti cagnolini, quindi inattaccabile, è il naturale sbocco della campagna stampa precedente; e la prossima sarà ancora peggiore. Se veramente la cosa disgusta, allora va affrontata alla radice: basta con i tronisti, basta con i plastici, basta con questa informazione fasulla. Che la “nera” riprenda il suo posto nelle pagine interne di giornali e telegiornali, sì che la naturale morbosità sui fatti di sangue, che spiega il successo di noir, thriller e gialli, sia sfogata in maniera discreta, come la masturbazione sul porno, dove almeno non si trae vantaggio né si gode della morte.

Se ci indigniamo di qualcosa è dell’indignazione di quelli che hanno campato finora su Avetrana e sui tronisti e si fingono scandalizzati quando l’una e gli altri si mischiano, forse solo perché gli ha tolto punti di share, che si affretteranno a recuperare invitando, naturalmente indignati, tronista e cagnolini, oppure dando spazio alla concorrenza di Yara, nella speranza che si trovi un cadavere e un qualche familiare che piaccia a Mora o a Corona. Nel nostro piccolo, a parte questa digressione, continuiamo a fregarcene di Mora, Corona, tronisti e cagnolini. Quella di Avetrana è un’indagine per omicidio come un’altra, e preferiremmo poterci interessare di ben altre indagini. Ma quelle non si faranno mai: avrebbero realmente rilevanza per il paese; di questo ci indigniamo. 

 

Ferdinando Menconi

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