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Gendarmeria europea in azione per la repressione greca?

Ne abbiamo parlato tempo fa (qui): con un trattato firmato da Francia, Italia, Portogallo, Spagna e Romania, di recente è stata creata una polizia europea (l’Eurogendfor), con facoltà di intervento in tutta l’area comunitaria, ampi margini d’azione, anche segreta, e licenza di operare al di fuori dei normali controlli democratici. Il tutto alla chetichella, ovviamente. Nel senso che nessun organo d’informazione, eccetto il Ribelle e pochi altri, ne aveva dato conto.

Intanto il gioco, un po’ ovunque, comincia a farsi duro: la crisi morde abbastanza da suscitare il pericolo che alcune forze dell’ordine nazionali manganellino con minore convinzione rispetto al solito. Anche perché la crisi investe pure loro, dipendenti statali soggetti a tagli esattamente come gli altri, anche se per ultimi nella lista. L’indignazione dilaga, prende corpo in manifestazioni che partono pacifiche, per quanto piene di rabbia, ma tendono sempre di più, in Europa e anche altrove, ad incendiarsi. Ultimi esempi: Roma e Atene.

In queste condizioni può accadere che alcuni governi in difficoltà, oltre ai soldi, chiedano in prestito all’Europa anche forze dell’ordine straniere, con la copertura dell’egida “comunitaria”. Forti del fatto che l’unione in Europa si è realizzata solo nel nome o nei grandi interessi finanziari, e non nei popoli, non c’è dubbio che, ad esempio, un non greco abbia meno remore a reprimere con determinazione un greco che protesta.

Questi sono i presupposti di una notizia che sta circolando in Rete, tutta da verificare, e al momento priva di prove, conferme o smentite ufficiali, ma che vogliamo comunicare in ogni caso, pur avendo specificato tutte le cautele del caso e promettendo di seguire la cosa per confermare o smentire: la Grecia avrebbe chiamato proprio la gendarmeria europea per supportare la repressione contro le proteste popolari. Vari blog ne parlano.

Difficile lo facciano i media tradizionali. Qualcuno sostiene addirittura che l’Eurogendfor sia già sbarcata segretamente e in forze in Grecia alla fine della settimana scorsa. Nel circuito Wikileaks la notizia viene riportata, ma con tutta la prudenza dettata dall’assenza di riscontri. Al momento non si può far altro che tenere occhi e orecchie aperte per capire se si tratta di una bufala dettata dall’isteria del momento, o di un’indiscrezione che troverebbe nella situazione attuale più di un senso logico.

Di certo, se venisse confermata, saremmo davanti a un salto di qualità del conflitto tra sistema e popoli, e a una notizia buona e cattiva al contempo: da un lato anche le forze di polizia nazionali stanno maturando un’indignazione pericolosa, capace di far vacillare lo status quo, costretto così a chiamare in aiuto truppe estere. Dall’altro il livello dello scontro rischierebbe di elevarsi a dismisura, trasformando le diverse proteste interne in embrioni di rivoluzione, con tutto ciò che ne consegue.

Davide Stasi

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