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10.000 euro in meno a famiglia: e cosa vuoi che si consumi?

Non che vi fossero dubbi oppure che si dovesse aspettare la conferma di questo o quell'istituto di rilevazione - in questo caso, Confcommercio - ma insomma il dato fa un certo effetto.

Oltre al ribasso delle stime di crescita del Pil (del che, ce ne importa alla fine dei conti non molto) previsto al +0,7% per il 2011 e ancora meno, +0,3%, nel 2012, i dati provenienti dall'ufficio studi parlano soprattutto di una perdita del 7%, in termini reali, sul reddito pro capite. Sempre per chi è riuscito a conservare un reddito, sia chiaro.

Tale perdita è pari, secondo Confcommercio, a 1260 euro a testa. Insomma meno merce per una cifra pari a quella citata.
Nel 2011 una famiglia tipo di tre persone, in termini di ricchezza liquida, ovvero materiale ed economica, dispone di una somma di denaro da spendere in "consumi" decurtata di 10 mila euro rispetto a quanto aveva nel 2008. Quasi mille euro al mese in meno, in pratica. Per l'esattezza 833. O perché si ha meno denaro in tasca o perché ciò che si deve comperare costa di più. Il dato non cambia.

C'è ancora qualcuno che pensa che dalla nostra crisi si possa uscire con la crescita? Meglio, che sia cosa positiva sperare nella crescita per uscire dalla crisi?
La domanda è molto più importante di quanto - semplicisticamente - possa sembrare: perché è esattamente questa la scommessa fatta dai nostri politici ed economisti per uscire dalla situazione attuale. Il che significa, dunque, prendere coscienza che dalla situazione, in questo modo, si uscirà difficilmente. Per usare un eufemismo.

vlm

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