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Incidente nucleare di Marcoule: rischi sottovalutati e diffusione di cifre “false o fuorvianti"

I rischi legati all’incidente dello scorso 12 settembre presso il sito nucleare di Marcoule, in Francia, sono stati sottovalutati, e le cifre diffuse riguardanti la radioattività “false o fuorvianti”. È quanto denuncia la Commission de Recherche et d'Information Indépendantes sur la Radioactivité (Criirad). Che, insieme ad un comunicato diffuso dall'Autorità della Sicurezza Nucleare (Asn), rivela come ulteriori verifiche presso il forno in cui si è verificata l'esplosione abbiano dimostrato che questo conteneva un livello di radioattività di addirittura 500 volte superiore rispetto a quello dichiarato da Edf, gestore dell’impianto. 

I dati ottenuti dai controlli dell’Asn hanno infatti rivelato che, al momento dell'incidente, nel forno erano presenti ben 4 tonnellate di metallo con una radioattività complessiva di circa 30 megabecquerel (MBq), mentre i gestori dell’impianto dichiararono che si trattava “solamente” di 63 kilobecquerel (kBq). Un fatto “particolarmente preoccupante”, per la Criirad. Che, ora, chiede spiegazioni ai proprietari della centrale, e delucidazioni da parte delle autorità nazionali.

Per la Commissione di ricerca è infatti necessaria un’inchiesta per stabilire i motivi della pericolosa e potenzialmente criminale sottovalutazione dei rischi legati all’incidente. In particolare, è importante capire se questa serie di omissioni è dovuta ad una mancanza di controlli adeguati dei livelli di radioattività (cosa già abbastanza grave di per sé) o, peggio, se è stata una azione intenzionale da parte di Edf. A queste richieste di chiarimenti si è associata anche Asn, che ha a sua volta chiesto all'operatore energetico le ragioni di tali incredibili sottovalutazioni.

In seguito all’esplosione, in effetti, era stato affermato che si trattava di “un incidente industriale, non di un incidente nucleare”, e le autorità francesi rassicurarono il mondo intero riferendo che (in una zona, lo ricordiamo, che si trova a circa 250km da Torino) non era stata provocata alcuna fuga radioattiva. 

Ma l'incidente, definito a suo tempo addirittura "innocuo", secondo i calcoli dell'Asn è stato classificato al livello 1 della scala Ines (quella che stabilisce quanto gravi siano gli incidenti nucleari). Non solo, l’Autorità per la sicurezza nucleare ha anche rivelato che tutti i lavori di ripristino delle funzioni sia del forno che dell'impianto nucleare sono sottoposti ad autorizzazioni preliminari. Viene da chiedersi perché, se l’incidente è stato appunto ritenuto innocuo. 

Ora, oltre alle responsabilità che hanno portato a questo ennesimo incidente nucleare al di là delle Alpi, resta da capire quali sono le conseguenze sull’ambiente e sulla salute dei cittadini, sia francesi che europei, dell'esplosione presso il sito di trattamento di Marcoule. Anche se sappiamo già che, come sempre dal disastro di Chernobyl in poi (e lo stiamo vedendo ancora con la tragedia di Fukushima Daiichi), sarà ben poco probabile conoscere la verità sui reali effetti di questo tipo di incidenti. 


Andrea Bertaglio

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