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USA. L’amnesia del governatore Perry

I fatti: dibattito televisivo tra aspiranti candidati alle Presidenziali, ovviamente di fede repubblicana visto che per i Democrats toccherà di nuovo a Obama. Prende la parola Rick Perry, il governatore del Texas di cui ci siamo già occupati a inizio settembre (qui) e l’attacco è perentorio: ci saranno tre ministeri da tagliare, se lui approderà alla Casa Bianca. La curiosità è forte. E quali mai saranno, questi dicasteri da cancellare? Perry comincia a elencarli: il primo è quello del Commercio; il secondo è quello della Scuola; e il terzo…

Il terzo gli rimane sulla punta della lingua, senza volerne sapere di compiere quell’ultimo, fatidico passettino e trasformarsi, come si conviene, in parole precise e udibili da tutti. Perry annaspa, si guarda intorno in cerca di lumi, scartabella in fretta e furia gli appunti… e non viene a capo di niente. Per quasi un minuto – un lunghissimo minuto di trasmissione tv – rimane lì a dannarsi sperando di ritrovare la memoria perduta. Poi è costretto ad ammetterlo: «Non ce la faccio». E passa la mano.

Come spesso avviene, in casi analoghi, svanita l’ansia il cervello si è rimesso a funzionare più o meno normalmente. La maledettissima informazione è riemersa dalle nebbie (assai poco texane) ed è tornata disponibile. Rick Perry ha dovuto attendere di avere di nuovo la parola e ha finalmente chiarito quale accidenti fosse il terzo ministero da eliminare: «Era il dipartimento dell'Energia che stavo cercando di ricordarmi».

Ahimè. Risposta giusta ma a tempo scaduto. E crollo verticale delle quotazioni, sul piano della credibilità come eventuale “Mister the President”. Chi lo vuole, a capo della sua amatissima patria e di quella che si compiace di essere la superpotenza per antonomasia, uno che non riesce a ricordarsi un elenchetto composto di tre sole voci? 

Il danno di immagine è obiettivamente grave, e forse definitivo. Solo forse, però: laggiù negli USA si sono tenuti per otto anni George W. Bush, campione del mondo delle gaffe. Lieto collezionista di scempiaggini assortite, che essendo sfornate a getto continuo si sono guadagnate l’etichetta, non proprio lusinghiera, di “bushismi”. 

Altro che amnesie. Corbellerie allo stato puro. Eppure…

(fz)

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