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Divario tra ricchi e poveri al massimo storico

Il divario tra ricchi e poveri è aumentato in Spagna, ma non solo, tanto da raggiungere i massimi storici da quando il monitoraggio è effettuato dall’Eurostat, l'Ufficio Statistico dell'Unione Europea. Da 16 anni a questa parte, dunque, la situazione non ha fatto che peggiorare. Secondo i dati Eurostat 2009 la Spagna era al quarto posto, preceduta solo da Lettonia, Romania e Lituania. A pari merito, per così dire, il Portogallo, con un indice pari a 6: piuttosto alto se si pensa che la media europea si ferma a 4,9.

La distanza tra ricchi e poveri è il risultato di anni di capitalismo senza freni. Diminuire i costi, per poter ottenere sempre maggiori guadagni, è stato il centro focale del suo sviluppo. In questo sistema il lavoro è considerato una semplice spesa da diminuire e né l’equilibrio sociale né, tanto meno, l’etica hanno mai fatto da contraltare alla logica del profitto. D’altra parte anche questa crisi economica, che ha cancellato milioni di posti di lavoro e messo in difficoltà sia i giovani che i pensionati, si è trasformata in una ghiotta occasione di profitto per chi aveva le armi giuste per approfittarne. Ne è sintomo, se non altro, proprio l'acutizzarsi delle differenze e l’avvio verso la scomparsa di quella classe media che sta andando ad ingrossare le file della povertà relativa prima e assoluta poi.

E adesso, che di profitti reali ce ne sono sempre meno (e per sempre meno persone) le prime proiezioni sul 2010 sono ancora più buie: l’aumento della disoccupazione, il contrarsi dei redditi e la cancellazione degli ammortizzatori sociali hanno fatto in modo che la forbice si ampliasse.

(red)

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