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I “Russi” del Kossovo

Molti dei cittadini serbi residenti nel Kossovo, occupato dalla KFOR per conto di Pristina, hanno presentato richiesta per ottenere la cittadinanza e il Cremlino non solo dichiara di comprenderli, ma pare anche intenzionato a prendere in seria considerazione le domande.

Questo sta avvenendo perché i cittadini della “striscia di Gaza nel cuore dell’Europa” non si sentono sufficientemente tutelati da Belgrado, che considerano li stia svendendo pur di entrare nella UE, mentre solo Mosca pare avere a cuore il loro destino. 

Il sentimento non è del tutto immotivato, mentre il loro governo persiste nell’inazione, anzi li invita a cedere: quello russo sta attivando un ponte aereo di aiuti alle popolazioni assediate dalla NATO. Infatti, Piotr Frolov dell’ambasciata Russa a Belgrado ha annunciato che “Un primo aereo Ilyushin 76, con 35 tonnellate di viveri è atteso il 17 novembre nella città serba di Nis”.

Questo può essere letto come una forma di pressione russa su Belgrado, affinché sia fedele alla storica alleanza che lega i due popoli in vista della costruzione del gasdotto “south stream”, che vedrà uno snodo fondamentale in territorio serbo, ma non è da escludere un reale segnale di vicinanza fra i due popoli. 

La richiesta di cittadinanza in massa, risultano oltre 21mila richieste, se accolta avrà delle importanti ripercussioni che potrebbero fortemente imbarazzare le operazioni NATO: un conto è il facile bullismo contro serbi dimenticati dal loro governo, un conto è portare atti di aggressione o violenza contro cittadini russi, anche se la Russia sembra intenzionata a concedere la cittadinanza a fronte dell’immigrazione sul proprio territorio, per non far salire ulteriormente la tensione, almeno per il momento.

fm

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