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ICI – IMU, più realisti del (Papa) Re

Gli scudieri del Vaticano sono scesi pesantemente in campo, dall’Avvenire a Casini, passando per i social network, contro l’estensione dell’ICI –IMU al la Chiesa, per tacere di mille altre forme di elusione/evasione praticate dalla Curia, arrivando addirittura a sostenere che questi privilegi non esistono.

Tutti costoro sono stati smentiti da Bagnasco che, con responsabilità e fiuto politico, si è dichiarato disposto a trattare. Un’apertura apparente, però, la sua: certe esenzioni non sono nel Concordato e poco ci sarebbe da “trattare”. Comunque sia, ammesso e non concesso che il Vaticano sia una “parte sociale” con cui è opportuno trattare, anche se così dovrebbe, allora, essere con tutti i proprietari di prima casa, Bagnasco si è rivelato più intelligente dei galoppini del clero ed ha compreso che, in un simile momento, per la Chiesa sarebbe un gravissimo danno d’immagine, ben superiore a quello economico, venire percepita come una privilegiata al pari della “casta”.

L’apertura è, comunque, relativa. Egli infatti ricorda che la legge attuale “prevede un particolare riconoscimento e considerazione del valore sociale dell'attività degli enti no profit, tra cui la Chiesa cattolica. E quindi anche di quegli ambienti che vengono utilizzati per specifiche attività di carattere sociale, culturale ed educativo. Bisogna aggiungere che laddove si verificasse qualche inadempienza, si auspica un accertamento e la conseguente sanzione, "come è giusto per tutti”, come se il problema fosse legato principalmente a questo tipo di immobili e ci dovesse essere un beneplacito vaticano per l’applicazione delle sanzioni.

Il problema va oltre questa visione riduttiva, anche se autorizzare il parlamento italiano dicendo “se ci sono punti della legge da rivedere o da discutere, non ci sono pregiudiziali da parte nostra” è dimostrazione di apertura, verso la sovranità e gli interessi del popolo, maggiore di quanta ne dimostrino i solerti clericali in “poltrona” che sono, ottusamente, “più papisti del Papa”, il quale non è insensibile al grido di dolore delle oltre 100mila firme raccolte, grazie a una mobilitazione internet senza precedenti, in un batter d’occhio da MicroMega: meglio fare concessioni prima di dover pagare tutto.

Ferdinando Menconi

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