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Benzina alle stelle, ma sono solo tasse

Un euro e ottanta centesimi. Una cifra mai raggiunta prima per comprare un litro di benzina. E un massimo storico che in termini di tempo è vicinissimo a quello precedente: solo un mese fa la benzina a 1,70 sembrava uno sproposito. Oggi siamo saliti ancora, “grazie” all’accisa più generalista di tutte: un prelievo che si richiama alle "Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici", di cui al Decreto Legge 6 dicembre 2011 n. 201, e che costringe a sborsare altri 11,2 centesimi al litro per il gasolio e 8,2 per la benzina.

Com’è noto si tratta dell’ennesimo balzello che va a gonfiare il prezzo alla pompa. L’elenco è nutrito e ogni tanto i media tornato a fornirlo, ricordando a tutti l’assurdità di parecchie delle voci che lo compongono. La logica, e la correttezza, vorrebbero che le autorità intervenissero a rimuovere queste diciture deliranti, che sfidano allo stesso tempo il buon gusto e il buon senso. Invece non si fa nulla. Gli anni passano e rimane tutto come prima. Anzi, peggiora. L’unica variazione è che agli anacronismi del passato più o meno remoto si affiancano delle trovate altrettanto risibili, ma di maggiore attualità.

Ed ecco il dettaglio: 1,90 lire (circa 0,098 euro) per la guerra di Etiopia del 1935; 14 lire (ca. 0,01 euro) per la crisi di Suez del 1956; 10 lire (ca 0,01 euro) per il disastro del Vajont del 1963; 10 lire per il l'alluvione di Firenze del 1966; 10 lire per il terremoto del Belice del 1968; 99 lire (ca 0,05 euro) per il  terremoto del Friuli del 1976; 75 lire (ca 0,04 euro) per il terremoto dell'Irpinia del 1980; 205 lire (ca 0,11 euro) per la guerra del Libano del 1983; 22 lire (ca 0,01 euro) per la missione UNMIBH in Bosnia Erzegovina del 1996; 0,020 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004; 0,0073 euro perla manutenzione e la conservazione dei beni culturali, di enti ed istituzioni culturali; 0,040 euro per l'emergenza immigrati del 2011, 0,0089 per l’alluvione in Liguria e Toscana di novembre.

Ma non è finita qui. Esistono anche altre accise, stavolta regionali. Un esempio su tutti è quello della Liguria, nel cui territorio la benzina costa 0,0258 euro in più per ogni litro. E naturalmente non vanno dimenticate né l’imposta di fabbricazione sui carburanti né l’aliquota Iva, che ora è fissata al 21 per cento ed è destinata a crescere fino al 23, e forse oltre, già a metà 2012.

Sara Santolini

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