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La tessera del tifoso è illegittima

Contestatissima da più parti, e innanzitutto dai suoi destinatari, la tessera del tifoso riceve oggi una censura al di sopra di ogni sospetto. A negarne la validità, quantomeno nella versione attuale, è infatti il Consiglio di Stato, secondo cui le  modalità di rilascio rappresentano una pratica commerciale scorretta.

La decisione è arrivata accogliendo «l'appello presentato da Codacons e Federsupporter contro la decisione del Tar del Lazio [...]. Codacons e Federsupporter contestavano in particolare il fatto che per ottenere la tessera e, di conseguenza, abbonamenti e biglietti, i tifosi fossero costretti ad acquisire una carta di credito ricaricabile, circostanza che rischia di condizionare le scelte economiche dei tifosi/consumatori».  

Proprio questo vincolo è stato ritenuto inaccettabile: «l'abbinamento inscindibile (e quindi non declinabile dall'utente) tra il rilascio della tessera di tifoso e la sottoscrizione di un contratto con un partner bancario per il rilascio di una carta di credito prepagata potrebbe condizionare indebitamente la libertà di scelta del tifoso-utente e potrebbe pertanto assumere i tratti di una pratica commerciale scorretta ai sensi del Codice del consumo».

La stessa Federsupporter ha sottolineato in una nota che «Il tema dell'utilizzo strumentale di un obiettivo sociale, quale la sicurezza negli impianti sportivi, con chiare finalità commerciali era stato sollevato da sin dal giugno 2010 in occasione di un convegno a Roma e più volte sottoposto all'attenzione sia delle Istituzioni sportive che delle stesse tifoserie. Richiami ed appelli rimasti, purtroppo inascoltati, ma che indicavano, tra l'altro, soluzioni alternative che, facendo salve le finalità sociali sopra richiamate, avrebbero consentito ai tifosi stessi di non sottostare ad un comportamento iugulatorio messo in atto dalle società sportive chiaramente limitativo della libertà decisionale del tifoso stesso».

Ancora una volta, comunque, l’impressione è che si legiferi con un eccesso di disinvoltura e che l’unica maniera di ottenere un ripensamento da parte delle istituzioni sia costringerle a farlo a seguito di una sentenza di condanna. Sempre che si riesca a ottenerla.

 (red)

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